Da Gaza a Trieste per ricominciare: UniTS accoglie due nuovi studenti palestinesi
Due studenti palestinesi provenienti da Gaza sono arrivati in Italia e inizieranno il loro percorso accademico all’Università di Trieste grazie al progetto IUPALS, iniziativa coordinata dalla CRUI – Conferenza dei Rettori delle Università Italiane – insieme al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e al Ministero dell’Università e della Ricerca.
I due giovani, Darin Shehada e Amjad Sulajman, sono atterrati a Roma nei giorni scorsi e potranno ora iniziare gli studi in Ingegneria a UniTS, costruendo un nuovo percorso personale e formativo dopo i mesi drammatici vissuti nella Striscia di Gaza.
Borse di studio e sostegno dell’Ateneo
Il progetto prevede l’erogazione di borse di studio che consentono agli studenti palestinesi di frequentare un intero ciclo universitario in Italia.
L’Università di Trieste ha aderito all’iniziativa attraverso il contributo e la collaborazione dei diversi Dipartimenti dell’Ateneo, che hanno sostenuto l’attivazione delle borse di studio necessarie all’accoglienza.
Con l’arrivo dei due nuovi studenti, salgono a quattro gli studenti palestinesi attualmente accolti da UniTS: tre iscritti a corsi di laurea triennale e una dottoranda.
La cerimonia a Roma con Bernini e Tajani
Alla cerimonia di arrivo tenutasi martedì 12 maggio all’aeroporto di Roma ha partecipato anche Roberta Altin, delegata della Rettrice alla cooperazione allo sviluppo.
L’evento si è svolto alla presenza del ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini e del ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani.
Nel corso dell’incontro Tajani ha ribadito l’impegno dell’Italia nel sostenere la ricostruzione delle strutture universitarie a Gaza e nel favorire ulteriori evacuazioni e corridoi umanitari destinati anche ai familiari degli studenti sfollati.
La storia della dottoranda palestinese a Trieste
Tra i casi citati anche quello di Maram Othman, attualmente iscritta al corso di dottorato in Fisica all’Università di Trieste.
Secondo quanto comunicato dall’Ateneo, la dottoranda starebbe ottenendo ottimi risultati nel proprio percorso accademico e avrebbe già ottenuto i documenti necessari per ricongiungersi ai suoi tre figli.
Una storia che si intreccia con quella degli altri studenti accolti a Trieste e che racconta il ruolo dell’università non solo come luogo di formazione ma anche come spazio di solidarietà e ricostruzione personale.