Comunità musulmana: “300 pasti al giorno durante Ramadan, anche a famiglie triestine in difficoltà" (VIDEO)
Con l’inizio del Ramadan, Trieste Cafe ha ospitato in diretta Akram Omar, Presidente della Comunità musulmana di Trieste, per raccontare significato, regole e spirito di uno dei momenti più importanti dell’Islam. Un confronto che ha permesso di andare oltre stereotipi e semplificazioni.
“Il Ramadan è uno dei dodici mesi lunari, un mese benedetto e sacro”, ha spiegato Omar. Un periodo segnato dal digiuno dall’alba al tramonto, ma anche e soprattutto da preghiera, raccoglimento e carità.
Il Presidente ha ricordato che il digiuno non è imposto indiscriminatamente: “Una persona malata, una donna incinta, una donna che allatta sono esonerate. Nessuno è autorizzato a farsi del danno”. E ha aggiunto un passaggio centrale: “Se il corpo non sopporta, devi interrompere. Dio salvaguarda l’essere umano”.
“Mese di carità e pensiero per il prossimo”
Omar ha sottolineato come il Ramadan rappresenti un tempo dedicato alla dimensione spirituale e relazionale: “È un mese di preghiera, di raccoglimento, di carità, di pensare al prossimo. Anche se ti offendono, rispondi con un sorriso”.
Un messaggio che, pur radicato nella tradizione islamica, assume una valenza universale, toccando temi come rispetto, autocontrollo e solidarietà.
Omar: “300 pasti caldi ogni giorno”
Tra i passaggi più significativi dell’intervista, quello legato all’impegno sociale della Comunità musulmana triestina. “Prepariamo un pasto caldo per circa 300 persone ogni giorno”, ha dichiarato Omar.
Un servizio che durante il Ramadan si intensifica, diventando un pilastro concreto di welfare dal basso. “Non chiediamo documenti né religione. Tutti sono benvenuti”, ha precisato.
Omar ha raccontato anche un episodio emblematico: “Una signora triestina mi ha detto: io non sono musulmana, ma vengo perché il vostro cibo è buono. Mi ha fatto tanto piacere”.
Richieste di aiuto in aumento
Il Presidente ha confermato un trend già emerso negli ultimi anni: “Abbiamo notato un aumento di richieste di aiuto”. Persone che talvolta, ha spiegato, “non entrano direttamente in moschea ma aspettano fuori, forse per rispetto o vergogna”.
Un aspetto che racconta la moschea non solo come luogo di culto, ma come presidio sociale e umano, punto di riferimento per chi attraversa momenti di difficoltà.
Dialogo interreligioso, “Una cosa normale e positiva”
Nel corso della diretta, Omar ha commentato anche la notizia dell’apertura di una chiesa ai fedeli musulmani a Monfalcone. “Non mi meraviglio. Alla fine preghiamo lo stesso Dio”, ha affermato.
Ha quindi ribadito il valore del dialogo tra comunità religiose a Trieste: “Abbiamo ottimi rapporti. Ricevo auguri da vescovi e parroci. È una cosa bella, che ci avvicina”.
“A Trieste ci sentiamo accolti”
Parole nette anche sul rapporto con la città. “Sono qui da oltre quarant’anni, mi sento più triestino che cittadino”, ha dichiarato Omar.
Ha ricordato il sostegno ricevuto dalle istituzioni e dalla politica cittadina in momenti delicati: “La comunità islamica è conosciuta, rispettata, ben inserita”.
Una comunità in crescita
Nel finale, Omar ha fornito anche un dato significativo: “Secondo ISTAT 2022 la comunità islamica conta 13.000 persone a Trieste”, numero che, ha spiegato, “oggi potrebbe superare le 16.000 unità”.
Un passaggio che fotografa una presenza ormai strutturale nel tessuto urbano, sociale e culturale cittadino.
Moschea aperta alla cittadinanza
Infine, un invito diretto: la moschea di via Maiolica resta aperta a tutti, con possibilità di visite guidate previo contatto. “La moschea è un luogo aperto a tutta la cittadinanza”, ha ribadito Omar.
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