Appello Regione Fvg, 'modificare il decreto sulla cittadinanza'. A rischio gli esuli
La Regione Friuli Venezia Giulia auspica un ripensamento, in fase di conversione, del decreto legge sulla cittadinanza. L'esperienza storica del territorio è caratterizzata da diverse fasi migratorie, alcune uniche nel loro genere. Come l'esodo istriano-dalmata o le grandi ondate migratorie dal Friuli nel secolo scorso. Per questo, negli anni la Regione ha investito ingenti risorse su progetti che tenessero vivo il contatto tra le comunità all'estero e il Fvg, favorendo anche rientri che oggi potrebbero dare risposte, a fronte del calo demografico, alle necessità di giovani lavoratori. E' quanto afferma in una nota l'assessore con delega ai Corregionali all'estero, Pierpaolo Roberti, in merito alla discussione sul decreto legge sulla cittadinanza che prevede una stretta per i discendenti di chi è emigrato all'estero. Se il decreto in esame dovesse essere convertito senza alcuna modifica - secondo l'assessore - ci si potrebbe trovare, per esempio, nella situazione di non poter conferire la cittadinanza a un argentino, discendente di esule istriano, nato in Italia e vissuto in Italia per meno di due anni. Oppure a un cittadino che aveva il bisnonno partito a metà del '900 dal Friuli in cerca di lavoro e che, nel 1976, contribuì alla raccolta fondi per la ricostruzione post-terremoto. Si tratta di situazioni, per Roberti, che andrebbero evitate poiché richiederebbero scelte alquanto paradossali e discutibili. (ANSA). FMS ANSA