Salute: Russo-Cosolini (Pd), nodo Cattinara si affronti in commissione
«Sull'imbarazzante situazione del cantiere dell'ospedale di Cattinara è ora di giocare a carte scoperte: diventa urgentissima la convocazione di una commissione consiliare in cui audire tutti i protagonisti di questa vicenda: l’impresa, l’azienda sanitaria, gli operatori, i sindaci del territorio per valutare insieme tutte le strategie possibili per salvaguardare una realtà decisiva per la salute non solo dei triestini ma anche tanti cittadini del Friuli Venezia Giulia. Non è più tempo di frasi fatte e di rimpalli». Lo affermano i consiglieri regionali Francesco Russo e Roberto Cosolini (Pd) intervenendo nel dibattito sull'ospedale di Cattinara.
«La situazione di Cattinara è ormai fuori controllo, lo abbiamo segnalato più volte solo nelle ultime settimane, chiedendo all’assessore Riccardi e al presidente Fedriga di spiegare ai triestini quali siano le effettive difficoltà di quel cantiere e se, nel caso del peggioramento della situazione finanziaria della ditta appaltatrice, qualcuno abbia almeno pensato a un piano B per mettere in sicurezza la salute dei cittadini». Inoltre, continuano i due consiglieri dem, «abbiamo letto in questi giorni, di fronte al sostanziale prolungato congelamento dei lavori, che il presidente Fedriga ha espresso preoccupazione. Forse questa consapevolezza arriva con un po’ di ritardo, ma vogliamo sperare che sia finalmente accompagnata dalla volontà di affrontare questo tema tutti insieme, maggioranza e opposizione». Secondo Russo e Cosolini «Cattinara non è tema di destra o di sinistra. Ma è impensabile che pazienti e operatori siano costretti a fare quotidianamente slalom fra cantieri abbandonati. Ora la Giunta è chiamata a giocare a carte scoperte e chiediamo che siano coinvolti tutti gli attori del territorio, perché solo una progettualità condivisa potrà salvare quello che (anche sfruttando le sinergie con le istituzioni di ricerca del territorio) ha tutte le caratteristiche per essere uno dei centri di eccellenza nazionale e oggi – concludono – rischia invece di essere declassato nonostante la qualità dei suoi professionisti».