“La solidarietà non si ferma”: Pd consegna 13 nuovi sacchi a pelo: “Sappiamo che non basta”

“La solidarietà non si ferma”: Pd consegna 13 nuovi sacchi a pelo: “Sappiamo che non basta”

La solidarietà, a Trieste, prova a non congelare. Mentre l’inverno stringe la città con notti dure e temperature che non fanno sconti, c’è chi continua a vivere e dormire per strada, a pochi passi dalla Stazione. E proprio lì, nelle ultime ore, è arrivato un nuovo gesto concreto: il Partito Democratico di Trieste ha annunciato la consegna della seconda parte dei sacchi a pelo invernali, destinati alle persone che non hanno un riparo e affrontano il freddo all’aperto.

L’iniziativa è parte di una raccolta fondi promossa dal PD cittadino e resa possibile, sottolineano, dalla risposta di numerosi donatori. Un intervento materiale, immediato, nato per dare protezione minima a chi oggi non ha alternative.

Consegnati 13 nuovi sacchi a pelo: totale a 21

Secondo quanto comunicato, nella giornata di oggi sono stati consegnati 13 nuovi sacchi a pelo invernali. Sommando quelli già distribuiti in precedenza, il totale raggiunge quota 21 sacchi a pelo destinati a chi vive per strada in questo periodo dell’anno.

Non si tratta però di un intervento concluso: nei prossimi giorni arriveranno anche altri sacchi a pelo, già ordinati. Il PD Trieste annuncia infatti che sono in arrivo altri 10 pezzi, che andranno a rafforzare ulteriormente la dotazione consegnata.

Un aiuto concreto reso possibile dalla raccolta fondi

Nel messaggio diffuso dal PD viene evidenziato un punto: la raccolta fondi ha funzionato e ha permesso di trasformare la solidarietà in un gesto pratico. È la fotografia di una città che, almeno in parte, continua a reagire di fronte a situazioni di evidente fragilità sociale.

“È un aiuto concreto”, viene ribadito, frutto della mobilitazione e della generosità di tante persone. Una risposta che, in pieno inverno, può significare molto: un riparo termico essenziale per affrontare ore di freddo notturno, spesso in condizioni di abbandono o precarietà estrema.

“Sappiamo che non basta”: il nodo delle responsabilità pubbliche

Ma nel comunicato c’è anche una sottolineatura netta, quasi un’accusa: la solidarietà non può diventare l’unica politica. Il PD Trieste riconosce che questi interventi non sono risolutivi e ribadisce che non dovrebbe essere affidato “solo al volontariato e alla solidarietà ciò che dovrebbe essere una responsabilità pubblica”.

È qui che emerge il nodo centrale, al di là della consegna dei sacchi a pelo: l’idea che l’emergenza sociale non possa essere gestita a colpi di iniziative episodiche, ma richieda soluzioni strutturali e un’assunzione di responsabilità più ampia da parte delle istituzioni.

La polemica: “c’è chi ignora l’emergenza”

Nel messaggio compare anche un passaggio polemico, rivolto a chi minimizza o ignora il problema. Il PD richiama infatti affermazioni secondo cui sarebbe “giusto” che i migranti non debbano aspettarsi comodità ma solo freddo, fame e disagi. Una visione che viene criticata duramente: “noi scegliamo di fare la nostra parte e di non voltare lo sguardo altrove”.

Una frase che chiude il cerchio tra due piani: l’aiuto immediato e la battaglia politica. Da un lato la consegna dei sacchi a pelo, dall’altro la richiesta di interventi stabili e organizzati, per evitare che chi è in difficoltà resti schiacciato tra inverno, marginalità e indifferenza.

“La dignità non può aspettare”: il messaggio finale

Il comunicato si conclude con una linea precisa: continuare ad aiutare nel presente, senza smettere di pretendere risposte per il futuro. “Perché la dignità non può aspettare”, scrivono. E aggiungono un concetto che punta direttamente all’immagine della città: “la dignità della città soprattutto”.

In una Trieste che vive anche la sua dimensione di confine, di transito, di fragilità e tensioni sociali, la questione resta aperta: assistenza nell’emergenza e politiche strutturali non dovrebbero essere alternative, ma parti della stessa responsabilità collettiva.