Botti, “Non è tradizione ma pericolo”, l’allarme del Partito Animalista Fvg dopo Capodanno

Botti, “Non è tradizione ma pericolo”, l’allarme del Partito Animalista Fvg dopo Capodanno

Dopo la notte di Capodanno 2025/2026, il Partito Animalista Italiano – Friuli Venezia Giulia ha diffuso un comunicato in cui torna a chiedere con forza il divieto di botti, petardi e fuochi d’artificio. Secondo il movimento, anche quest’anno il Capodanno ha confermato come questi strumenti rappresentino un grave problema di sicurezza pubblica, ordine pubblico e tutela degli animali, nonostante ordinanze e divieti che, a loro avviso, si rivelano largamente inefficaci.

Un bilancio definito preoccupante
Nel comunicato il Partito Animalista richiama un quadro nazionale definito drammatico, con almeno una vittima, numerosi feriti, molti dei quali con lesioni gravi alle mani e agli occhi, anche tra i minorenni, oltre a centinaia di interventi dei Vigili del fuoco per incendi e danni materiali. Secondo il movimento, sarebbe sbagliato pensare che il Friuli Venezia Giulia sia rimasto estraneo a questa emergenza.

Feriti, incendi e paura anche in regione
Sempre secondo quanto riportato nel comunicato, nella notte tra il 2025 e il 2026 anche in Friuli Venezia Giulia si sono verificati feriti, incendi e un grave incidente con il coinvolgimento di un minore. A Trieste, viene segnalato come diversi cani siano fuggiti di casa terrorizzati dalle esplosioni, vagando per strada in preda al panico, in scene che il Partito Animalista definisce ormai ricorrenti ogni anno.

Danni materiali e impatto ambientale
Il comunicato evidenzia inoltre i danni materiali, con abitazioni colpite, terrazze incendiate da razzi finiti all’interno delle case, veicoli danneggiati e un significativo inquinamento atmosferico dovuto alle polveri sottili e ai metalli pesanti sprigionati dalle esplosioni. Un insieme di conseguenze che, secondo il movimento, non può più essere sottovalutato.

Animali domestici e selvatici tra le vittime
Particolarmente gravi, per il Partito Animalista, sono le conseguenze sugli animali. Nel testo si sottolinea come i cinovigili siano costretti a operare senza sosta durante la notte di Capodanno per recuperare cani fuggiti dal terrore, mentre uccelli e animali selvatici muoiono a causa dello stress acustico. Il movimento definisce questo fenomeno non come folklore o tradizione, ma come una forma di maltrattamento animale.

Una questione di legalità e responsabilità
Secondo il Partito Animalista Italiano – Friuli Venezia Giulia, non si tratta di una questione di gusto o abitudine, ma di un fenomeno che genera reati diffusi, dai danneggiamenti alle lesioni gravi, fino ai casi più estremi. Nel comunicato si sottolinea come troppo spesso i responsabili restino impuniti e si richiama a un maggiore senso di responsabilità collettiva, soprattutto quando sono coinvolti minori.

Divieti ignorati e controlli insufficienti
Il testo evidenzia come il problema non sia solo l’esistenza dei divieti, ma la loro mancata applicazione durante la notte di Capodanno e nei giorni successivi. Secondo il movimento, in molte zone del Friuli Venezia Giulia i controlli risultano insufficienti e le esplosioni proseguono anche dopo il 31 dicembre, in piena violazione delle ordinanze.

La richiesta di una scelta netta
Nel comunicato, il Partito Animalista Fvg chiede alle amministrazioni regionali di dare il buon esempio, a partire dal bando dei fuochi d’artificio organizzati, ritenendo le deroghe inefficaci e dannose. La soluzione indicata è chiara: vietare produzione, vendita e utilizzo di botti e fuochi d’artificio.

Un appello alle istituzioni
Il movimento conclude auspicando che già a partire dall’anno in corso vengano adottate decisioni concrete per tutelare la sicurezza dei cittadini, il benessere degli animali e la convivenza civile. Secondo il Partito Animalista, ogni Capodanno senza scelte nette produce nuovi feriti, nuovi incendi e nuovi animali terrorizzati o uccisi.