Barriere architettoniche? Trieste dice basta: al via il PEBA con i cittadini protagonisti
Questo pomeriggio, mercoledì 26 febbraio, la Sala Luttazzi del Magazzino 26 (Porto Vecchio-Porto Vivo) ha ospitato il primo incontro pubblico sul Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche (PEBA), promosso dal Comune di Trieste.
Presenti all’evento:
- Michele Babuder, assessore alle Politiche del Territorio
- Eddi Dalla Betta, direttore del Servizio Pianificazione Territoriale del Comune di Trieste
- Erica Gaiatto e Francesco Casola di Global Project Architettura Inclusiva - Tabula Architetti Associati
Un percorso di ascolto e coinvolgimento per una città più inclusiva
L’incontro, accessibile grazie al servizio di interpretariato LIS e aperto a cittadini e associazioni, ha segnato l’avvio di un percorso partecipativo. Il progetto prevede una serie di appuntamenti durante la primavera nei quartieri interessati per raccogliere le necessità di chi vive quotidianamente la città.
"Il Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche rappresenta un passo fondamentale verso una Trieste più inclusiva e accessibile. L’obiettivo è migliorare la qualità degli spazi urbani, ascoltando le esigenze delle categorie più vulnerabili e garantendo la fruibilità per tutti", ha dichiarato l’assessore Michele Babuder.
Focus sui primi quartieri e prospettive future
Questa prima fase interesserà i rioni di Servola, Chiarbola e San Giacomo, con l’ambizione di estendere il progetto all’intero territorio comunale. La redazione del PEBA, affidata alla società Global Project Architettura Inclusiva, permetterà anche l’accesso ai fondi regionali previsti dalla LR 10/2018.
Un progetto per tutti: analisi, soluzioni e interventi mirati
Il PEBA individuerà le criticità dell’accessibilità negli spazi pubblici e programmerà interventi in un’ottica di “progettazione universale”, coinvolgendo attivamente la cittadinanza nelle varie fasi:
✔️ Analisi territoriale
✔️ Individuazione delle criticità
✔️ Proposte progettuali concrete
✔️ Definizione delle priorità per i futuri lavori pubblici