'Tragedia' crociere a Trieste, nel 2026 quasi 100 mila passeggeri in meno rispetto al 2024

Sessantamila passeggeri circa si perderanno per la decisione di Msc di «togliere» una nave a Venezia nel 2026: dall'anno prossimo non saranno più tre a settimana ma solo due, con un taglio di una trentina di toccate. Ma il porto crociere lagunare dovrebbe perdere ancor più passeggeri, secondo la stima presentata nei giorni scorsi da Risposte Turismo all'Italian Cruise Day di Catania: se limitandosi ai soli numeri delle crociere, il 2024 si era chiuso con 547 mila passeggeri e il 2025 ne conterà 520 mila, per il 2026 ne passeranno per i terminal di Venezia (Marghera, Fusina e Chioggia) solo 450 mila. E - si legge sul Corriere del Veneto - se già quest'anno per lo «scettro» dell'Adriatico il porto lagunare aveva pareggiato con Bari, nel 2026 non ci sarà gara: lì saranno 525 mila. Sorride solo Fusina, che ospiterà 70 navi con 80 mila passeggeri, ma aumentando di molto i «giorni presenza» in banchina, che portano ricchezza: cresceranno da 110 a 150. Dai dati di Risposte Turismo, peraltro, emerge che anche Trieste - che a un certo punto, detta in maniera un po' brutale, puntava a festeggiare sul «cadavere» di Venezia - si dovrà leccare le ferite: dai 518 mila passeggeri del 2024 è passata ai 438 mila di quest'anno e nel prossimo ne farà 430 mila, sfiorando comunque i numeri dello scalo veneto. Salirà invece enormemente Ravenna, dove a breve sarà inaugurato il nuovo terminal che farà da homeport per le navi di Royal Caribbean (che è socia del gestore e da anni a Venezia non arriva più): da 272 mila del 2024 a 247 mila quest'anno (causa cantieri) a 390 mila il prossimo. Questo mentre a livello nazionale la crocieristica avrà uno sviluppo imponente: dai 14,2 milioni di clienti del 2024 si passerà ai 15,4 del 2026. «Mi dispiace per la decisione di Msc e spero che con l'entrata in carica del nuovo presidente si possa riaprire il dialogo - commenta il vicesindaco Andrea Tomaello, che ha la delega sul porto - Le notizie degli ultimi giorni, con il concorso di idee che sta andando avanti e la prossima nomina di Matteo Gasparato, che continuerà con i progetti del predecessore Fulvio Lino Di Blasio, dovrebbero dare un orizzonte più certo e stabile agli operatori, che ne hanno bisogno». Ma per l'offshore i tempi saranno comunque lunghissimi (si parla di 10 anni almeno) e anche il nuovo terminal lungo il canale nord di Marghera e lo scavo del Vittorio Emanuele non saranno pronti prima del 2028. «Marghera non risolve nulla perché le navi di ultima generazione che portano il 70 per cento dei passeggeri a livello globale non riescono a entrare in laguna - sottolinea Cesare De Piccoli, che con la società Duferco ha presentato un progetto alla bocca di porto di Lido - Al di là di come andrà il concorso di idee, noi ribadiamo che la nostra proposta intermedia, con due ormeggi per grandi navi, è realizzabile in tre anni. Altrimenti la crocieristica a Venezia non avrà alcun futuro e infatti gli homeport del Mediterraneo orientale sono il Pireo e Istanbul». (Energia Oltre - ANR) (anr)
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