Dipiazza “Sono filo Trump, però Groenlandia e Taiwan non sono un gioco, Mondo vive fase folle” (VIDEO)
Nel corso della diretta Facebook dalla pista di pattinaggio in piazza Ponterosso, il confronto con Roberto Dipiazza si è spostato anche sui temi della politica internazionale e dell’attualità globale. Una parte dell’intervista che ha messo in luce non solo il giudizio del sindaco su figure e scenari esteri, ma anche una lettura personale dei rischi e delle tensioni che, secondo lui, caratterizzano la fase storica attuale.
Il passaggio si è aperto con un riferimento alla conferenza stampa di Giorgia Meloni, definita in diretta come particolarmente lunga e articolata. Dipiazza ha espresso una valutazione molto chiara: “innanzitutto sono convinto che abbiamo una Presidente del Consiglio straordinaria”. Un giudizio netto, accompagnato da una riflessione sul ruolo internazionale dell’Italia: “ha riportato l’Italia in giro per il mondo finalmente”.
Secondo il sindaco, uno degli elementi più rilevanti è la percezione esterna del Paese: “quando la vediamo presente con gli altri capi di Stato siamo molto orgogliosi”, sottolineando che questa centralità “non era sempre così”. Nel suo intervento, Dipiazza ha voluto rimarcare l’importanza di una leadership capace di stare nei contesti internazionali con autorevolezza e continuità.
La conferenza stampa e il giudizio sulla leadership
Il sindaco ha poi richiamato la durata dell’incontro con la stampa: “ha affrontato tre ore di temi”. Un dato che, nelle sue parole, diventa indicatore di solidità politica e capacità di tenuta: “secondo me ha risposto a tutto molto molto bene”. Da qui, la conclusione che Dipiazza ha voluto condividere in diretta: “dobbiamo andare avanti così e credere nel nostro Paese”.
Questa affermazione ha rappresentato una sorta di spartiacque nel discorso, perché subito dopo il sindaco ha allargato lo sguardo oltre i confini nazionali, introducendo un tono decisamente più preoccupato.
“La situazione internazionale è folle”
Parlando del contesto globale, Dipiazza ha usato un’espressione forte e ripetuta: “la situazione internazionale è folle”. Una definizione che ha fatto da cornice a tutte le considerazioni successive. In questo quadro, il sindaco ha dichiarato apertamente la propria posizione personale: “io sono filo Trump”.
Una dichiarazione che, però, non è stata accompagnata da adesione incondizionata. Anzi, Dipiazza ha subito precisato che alcune dinamiche internazionali non possono essere trattate con leggerezza, richiamando scenari che ritiene particolarmente delicati: “però quello che spara, Groenlandia eccetera”.
Il riferimento, inserito nel flusso della conversazione, ha aperto la strada a una riflessione più ampia sui rischi geopolitici e sulle conseguenze di certe prese di posizione.
Taiwan come punto critico
Tra tutti i dossier internazionali citati, Dipiazza ha individuato in Taiwan il nodo più pericoloso. Lo ha fatto con una domanda diretta, quasi provocatoria: “se i cinesi prendono Taiwan cosa facciamo?”. Subito dopo ha aggiunto una frase che ha chiarito il senso della sua preoccupazione: “ci mettiamo a ridere? Non credo”.
Nel suo intervento, Taiwan non è stata evocata come un tema astratto, ma come uno scenario concreto, capace di innescare conseguenze globali. Per questo, il sindaco ha invitato alla prudenza, usando una formula breve ma significativa: “allora è meglio se abbassiamo”. Un invito a ridurre le tensioni, a non alimentare escalation che potrebbero avere effetti incontrollabili.
Il debito degli Stati Uniti come chiave di lettura
Dipiazza ha poi collegato il comportamento internazionale degli Stati Uniti a una questione economica precisa. “Secondo me Trump ha un problema di un debito folle degli Stati Uniti d’America”, ha detto in diretta, introducendo un parallelismo con l’Italia: “loro hanno, come noi, abbiamo 3000 miliardi”.
Il sindaco ha insistito su questo punto, parlando più volte di “debito folle”, per spiegare quella che, a suo giudizio, è la radice di molte scelte comunicative e politiche: “secondo me lui fa tutte queste sparate per nascondere un po’ la situazione economica, che è folle, degli Stati Uniti d’America”.
In questa lettura, il debito diventa un elemento centrale per comprendere il contesto internazionale, le dichiarazioni forti e le tensioni che attraversano la politica globale.
Tra orgoglio nazionale e inquietudine globale
Nel complesso, l’intervento di Dipiazza su politica estera e scenari internazionali ha tenuto insieme due livelli distinti. Da un lato l’orgoglio per un’Italia che, nelle sue parole, è tornata a essere presente e ascoltata nei contesti internazionali. Dall’altro, la consapevolezza di un mondo attraversato da tensioni profonde, in cui Groenlandia, Taiwan e il peso del debito americano rappresentano fattori di instabilità.
Il sindaco non ha proposto soluzioni, né ha avanzato previsioni. Ha piuttosto condiviso una lettura personale, espressa in modo diretto e colloquiale, coerente con il formato della diretta. Una riflessione che si è chiusa con un messaggio chiaro: su certi temi “non si può scherzare”, perché le conseguenze non riguardano solo i singoli Paesi, ma l’equilibrio globale.
DI SEGEUITO IL VIDEO
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