Carnevale di Muggia, sindaco Polidori: “Carnevale va salvato con regole nuove, non lasciato al caso” (VIDEO)
Partecipata diretta serale di Trieste Cafe, condotta da Luca Marsi, con ospiti Paolo Polidori, Carlo Zoccano e Carmine Favone, per chiarire in modo diretto e senza filtri la posizione dell’amministrazione comunale sulle nuove regole del carnevale di Muggia 2026. Un intervento che entra nel merito delle decisioni prese, delle responsabilità istituzionali e delle polemiche che hanno accompagnato l’introduzione del ticket e dei controlli agli accessi.
Il ruolo del sindaco davanti a un evento di massa
Paolo Polidori inquadra subito il tema dal punto di vista istituzionale. Il carnevale di Muggia, svolgendosi nel centro storico, rientra nella categoria dei pubblici spettacoli e come tale impone obblighi precisi a chi amministra. Il sindaco spiega che non si tratta di scelte discrezionali o ideologiche, ma di decisioni che discendono da normative stringenti e da valutazioni tecniche legate alla sicurezza.
In questo contesto, il primo compito di un sindaco non è compiacere, ma prevenire situazioni potenzialmente pericolose, assumendosi la responsabilità delle scelte compiute.
Il ticket e il chiarimento: “non è un biglietto tradizionale”
Polidori ribadisce più volte che il contributo richiesto all’ingresso non va letto come un biglietto nel senso classico. Si tratta di un costo di segreteria, accompagnato da numerose agevolazioni e da esclusioni importanti, a partire dai residenti di Muggia, che non sono tenuti a pagare.
Il sindaco sottolinea però un aspetto spesso frainteso: anche i residenti rientrano nel conteggio complessivo delle presenze, perché il problema centrale non è il pagamento, ma il numero massimo di persone che possono essere presenti in sicurezza all’interno delle aree delimitate.
Capienza, calcoli e rischio penale
Uno dei passaggi più netti dell’intervento riguarda il tema della responsabilità personale. Polidori parla apertamente di responsabilità penali, spiegando che, in caso di incidenti legati a sovraffollamento o cattiva gestione dei flussi, chi governa risponde in prima persona.
Da qui la necessità di effettuare calcoli precisi sugli spazi disponibili e di definire un numero massimo di accessi. Secondo il sindaco, ignorare questi dati significherebbe esporsi consapevolmente a rischi che non possono essere accettati.
Biglietto nominativo e controlli come strumento di prevenzione
Il sistema del biglietto nominativo viene presentato come uno strumento di prevenzione e non come una misura punitiva. Polidori spiega che conoscere nomi e cognomi di chi accede alle aree del carnevale consente un controllo maggiore e rende più efficace il lavoro delle forze dell’ordine.
Il sindaco precisa che questa impostazione non nasce in modo isolato, ma è coerente con indicazioni e sollecitazioni ricevute da prefettura e questura già dall’anno precedente, nell’ottica di innalzare il livello di sicurezza degli eventi di massa.
Il confronto con il passato e il cambiamento del contesto
Stimolato dalle domande in diretta, Polidori affronta anche il confronto con gli anni in cui era vicesindaco a Trieste. Spiega che il contesto sociale e urbano è cambiato rapidamente e che oggi il livello di attenzione richiesto per eventi affollati è molto più alto rispetto a quattro o cinque anni fa.
Secondo il sindaco, l’aumento di episodi di microcriminalità, risse e aggressioni rende necessario un approccio più prudente e strutturato, soprattutto quando migliaia di persone si concentrano in spazi ridotti.
Le risse del passato e la paura di un punto di non ritorno
Polidori richiama quanto accaduto nelle edizioni precedenti del carnevale, ricordando episodi di risse improvvise scoppiate dal nulla e il rischio concreto che situazioni di questo tipo possano degenerare.
Il sindaco spiega che basta poco, in un contesto affollato, per trasformare una tensione in panico collettivo. Ed è proprio per evitare di trovarsi, a posteriori, a commentare tragedie annunciate che l’amministrazione ha deciso di intervenire in modo preventivo.
Una scelta impopolare ma rivendicata
Consapevole delle critiche e del malcontento generato, Polidori non arretra sulla linea scelta. In diretta afferma che il rischio zero non esiste, ma che non fare nulla sarebbe una scelta ancora più pericolosa.
Il ticket e i controlli vengono definiti una sperimentazione, un tentativo di governare un evento che, per dimensioni e contesto, non può più essere lasciato alla spontaneità totale.
Divertimento e sicurezza, secondo il sindaco
La posizione finale del primo cittadino è sintetizzata in un principio che torna più volte nel suo intervento: il divertimento è una conseguenza della sicurezza, non il contrario. Solo garantendo un contesto più ordinato e controllato, sostiene Polidori, si può permettere al carnevale di continuare a essere una festa per tutti, senza trasformarsi in un rischio per la comunità.
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