Riccardi a Udine: "Organizzazione e qualità della cura per attirare i giovani medici"
"Il modello organizzativo orizzontale, capace di mettere in relazione competenze diverse lungo tutto il percorso di cura, è una delle sfide decisive del nostro tempo, anche per rendere il sistema sanitario attrattivo per le nuove generazioni di professionisti". Sono le parole dell'assessore regionale alla Salute del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Riccardi, intervenuto in collegamento remoto all'Incontro regionale Triveneto Società italiana di chirurgia vertebrale (Sicv) - Gruppo italiano scoliosi (Gis) dedicato al focus sulle fratture vertebrali toraciche, in corso oggi a Udine nella Sala polifunzionale del Presidio ospedaliero universitario "Santa Maria della Misericordia". Riccardi ha sottolineato l'attualità di un'organizzazione sanitaria fondata sull'integrazione delle competenze, evidenziando come "nessuna professionalità possa operare in modo verticale, ma debba inserirsi in una catena che accompagna il paziente dalla fase precedente all'evento critico, all'intervento, fino alla riabilitazione". "Dal punto di vista teorico - ha aggiunto l'assessore - su questo approccio tutti sono d'accordo; la difficoltà emerge quando si tratta di tradurlo in pratica, superando le resistenze che accompagnano i processi di riorganizzazione, chiamati a tenere insieme multidisciplinarietà, concentrazione delle attività, sicurezza delle cure e qualità della specializzazione".
Riccardi ha quindi richiamato il tema del ricambio generazionale nel sistema sanitario, osservando come "la capacità di costruire modelli organizzativi coerenti e integrati rappresenti anche un fattore decisivo di attrazione per le nuove generazioni di professionisti, in una fase complessa che coinvolge l'intero Servizio sanitario nazionale". In chiusura l'assessore ha espresso il proprio ringraziamento ai promotori dell'incontro e ai responsabili scientifici, rivolgendo un saluto alla direttrice della Struttura operativa complessa Chirurgia vertebro-midollare e Unità spinale dell'Ospedale universitario di Udine, Barbara Cappelletto, e al gruppo di lavoro coinvolto nell'organizzazione del convegno.
ARC/PT/al