Slokar: “95% microcriminalità straniera”, Rossetti: “Le leggi le fate voi, dove sono le proposte?” (VIDEO)
Sicurezza, Slokar vs Rossetti: “Trieste Gotham City?” e scatta lo scontro su immigrazione, leggi e carcere
Confronto senza sconti negli studi di Trieste Cafe tra Danilo Slokar (Lega) e Daniela Rossetti (Azione), con la conduzione di Luca Marsi. Tema principale: la sicurezza. Un argomento che nei primi giorni del 2026 domina la discussione pubblica cittadina dopo una serie di episodi violenti e accoltellamenti, con una domanda che taglia l’aria come una lama: Trieste è diventata “Gotham City”?
Rossetti: “non è un’emergenza, è un problema enorme che va avanti da anni”
Ad aprire il confronto è Daniela Rossetti, che respinge l’idea di “emergenza” nel senso stretto, ma conferma la gravità della situazione: “C’è un enorme problema di sicurezza sì, ma non è un’emergenza perché ormai è un problema che ci portiamo avanti da un bel po’ di tempo”.
Rossetti sottolinea che gli episodi non sono più confinati a un rione o a un’ora precisa: “Sono diffuse un po’ in tutta la città, a tutte le ore del giorno e della notte”.
Poi l’affondo sulle risposte finora adottate: “Si è parlato delle zone rosse, che sono state un fallimento clamoroso: si concentra la polizia in un unico posto lasciando scoperti gli altri”.
La coordinatrice provinciale di Azione insiste sul fatto che servirebbe un lavoro complessivo, fatto di più livelli: presenza sul territorio, prevenzione, educatori di strada, polizia di quartiere. E lancia anche un elemento “pratico”: negozi di prossimità e presidio sociale diffuso, come parte di un mosaico più ampio.
Slokar: “noi lo dicevamo anni fa. l’immigrazione ci ha portato qui”
La replica di Danilo Slokar cambia registro. L’esponente della Lega riporta la discussione indietro nel tempo: “Vorrei tornare indietro negli anni quando noi come Lega avvertivamo che saremmo andati incontro a una disgrazia”.
Secondo Slokar l’origine del problema è chiara: “L’immigrazione avrebbe portato questa situazione: culture diverse, modi di vedere…”.
Poi distingue tra chi lavora e chi delinque: “Ben vengano quelli che lavorano e contribuiscono al bene di tutti. Ma purtroppo vediamo che le persone che delinquono… il 95% di questa microcriminalità”.
Il punto politico è netto: per Slokar, Trieste non era abituata a questi fenomeni e oggi si trova impreparata.
Carceri e certezza della pena: qui Rossetti e Slokar si incrociano
Nel confronto emerge anche un tema su cui Rossetti dice di concordare in parte: lo stato delle carceri. Slokar parla di una realtà drammatica e di una “società che esplode”.
Rossetti amplia: “In Italia abbiamo 12.000 carcerati in più della capienza. Il carcere dovrebbe rieducare, ma se metti le persone nei corridoi in promiscuità assoluta, quando escono sono solo più incattivite”.
È un raro momento in cui la tensione cala, ma dura poco.
Rossetti attacca: “le leggi le fate voi. dove sono le proposte?”
Il botta e risposta torna subito rovente. Rossetti, rivolgendosi a Slokar, mette la Lega di fronte alla responsabilità politica: “Quello che mi manca completamente è la proposta che fa la Lega”.
E rincara: “La magistratura fa quello che dicono le leggi… se sotto i quattro anni di pena non vai in carcere non è perché il magistrato si diverte”.
La stoccata è chirurgica: “Siccome voi le leggi le fate perché state al governo, non capisco qual è la vostra posizione”.
La frase più pesante, detta senza giri di parole, è una richiesta di concretezza: “Al di là del cavalcare questa cosa che vi fa comodo… cosa possiamo fare?”
Slokar: “espulsione. e non con stretta di mano”
La replica di Slokar è durissima e polarizzante: “L’espulsione sarebbe il metodo più semplice… non con una stretta di mano”.
Poi allarga il discorso: critica l’intero impianto e arriva anche a dire che perfino la Lega “non è mai stata tanto severa quanto avrebbe dovuto essere”, mostrando un’insolita autocritica di fondo, pur mantenendo il tono dello scontro.
Nel dibattito entra anche il caso Porto Vecchio: Slokar lo cita in modo polemico, sostenendo che l’attenzione si concentri su alcuni episodi e non su altri.
Secondo round: parcheggi ex Cirque du Soleil e nuova scintilla
Dalla sicurezza si passa a un tema molto cittadino: l’area parcheggi vicino alla stazione, ex location del Cirque du Soleil e poi utilizzata come parcheggio natalizio prorogato fino a fine gennaio, con oltre 400 posti auto.
Slokar va dritto: “Trieste ha bisogno di parcheggi oggi”. Per lui ogni area utile deve restare tale, con strisce, parcometri e gestione pratica: “Non abbiamo altro”.
Rossetti invece lega la questione al futuro di Porto Vecchio e alla mobilità urbana: riduzione traffico, alberi, superfici drenanti, più verde.
Lo scontro diventa quasi ironico: Slokar provoca “sei diventata esponente dei Verdi?”, Rossetti risponde chiamando in causa salute e clima.
Il duello si chiude con un esempio simbolico di Rossetti: “Piazza Unità era un parcheggio. Senza parcheggio sta meglio”.
Il confronto Slokar-Rossetti è sembrato a tratti un anticipo della campagna elettorale: due visioni opposte, una centrata sulla linea dura e la lettura securitaria dell’immigrazione, l’altra orientata su interventi concreti e coordinati, con critica alla propaganda e richiesta di proposte realizzabili.
E intanto, sullo sfondo, resta una domanda: Trieste riuscirà a tenere insieme sicurezza, vivibilità e soluzioni senza trasformare tutto in guerra di slogan?
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