Nuovo nido di Roiano, Fratelli d’Italia punta su servizi e memoria con l’intitolazione a Marinella Filippaz
Trieste torna a interrogarsi su servizi educativi, organizzazione comunale e memoria storica. Nel corso della conferenza stampa di Fratelli d’Italia Trieste, l’attenzione si è concentrata sui documenti ufficiali relativi alla proposta di deliberazione consiliare n. 1/26, dedicata ai nuovi nidi d’infanzia comunali e alle modalità di gestione.
Al centro dell’incontro, cui hanno presenziato On. Nicole Matteoni, Claudio Giacomelli Capogruppo Consiglio regionale, Marcelo Medau Capogruppo consiglio comunale e consigliere comunale Vincenzo Rescigno, sull’apertura del nuovo nido d’infanzia comunale di via Montorsino n. 7, nel rione di Roiano. Il documento evidenzia che, a seguito dell’approvazione della deliberazione, si procederà con l’adozione degli attuativi necessari per rendere operativa la struttura.
Il testo pone inoltre l’accento su aspetti di natura gestionale e organizzativa, impegnando il Sindaco e la Giunta comunale a valutare l’inserimento di criteri premiali nelle procedure di gara per l’appalto dei servizi. Tra i passaggi più rilevanti emergono riferimenti alla possibilità di favorire la modulazione degli orari di lavoro, con l’obiettivo di garantire continuità occupazionale e strumenti di conciliazione vita-lavoro-famiglia, in particolare per gli operatori coinvolti nei servizi per l’infanzia.
Nel documento si legge anche la proposta di inserire clausole a tutela della qualità del servizio e dei lavoratori, compresa la previsione di rescissione del contratto d’appalto qualora si verificassero ripetute e ingiustificabili inadempienze da parte della ditta affidataria.
Accanto alla dimensione organizzativa e amministrativa, la conferenza stampa ha richiamato un secondo tema contenuto nei documenti mostrati: la denominazione della nuova struttura. Il testo riporta infatti la proposta di intitolare il nido comunale di via Montorsino a Marinella Filippaz, indicata come bimba esule istriana di Cuberton di Grisignana, spirata a soli sei mesi di vita nel campo profughi di Padriciano nel 1956, a causa delle condizioni del luogo.
Un passaggio che inserisce il progetto del nuovo nido non soltanto nella cornice dei servizi educativi, ma anche in quella, più ampia e simbolica, della memoria storica cittadina. La proposta di intitolazione richiama infatti direttamente una pagina dolorosa della storia del territorio, attribuendo alla nuova struttura un significato che va oltre la funzione educativa.
L’insieme dei contenuti emersi nel corso dell’incontro evidenzia quindi un doppio binario di riflessione pubblica: da un lato la pianificazione e la gestione dei servizi per la prima infanzia, dall’altro il valore culturale e identitario legato alla denominazione degli spazi comunali.
Temi che, per loro natura, si inseriscono nel più ampio confronto politico e istituzionale e che sono destinati a proseguire nel dibattito cittadino.