Infarto migrante in Porto Vecchio, Adesso Trieste attacca: “Serve subito struttura vicino a stazione”
Dopo il caso di Hichem Billal Magoura, rinvenuto senza vita a dicembre nei magazzini del Porto Vecchio, si registra un nuovo episodio drammatico nell’area dell’antico scalo. Secondo quanto riportato nella nota stampa di Adesso Trieste, una persona è stata trovata in arresto cardiaco a Porto Vecchio ed è stata trasferita d’urgenza all’ospedale di Cattinara. Il comunicato fa riferimento a un migrante nepalese soccorso in condizioni gravissime.
“Non è emergenza incontrollabile”: la lettura politica del movimento
Adesso Trieste contesta la narrazione dell’emergenza incontrollabile, definendo invece quanto accaduto come conseguenza di una scelta politica: la volontà, da parte di chi governa a più livelli, di non gestire in modo adeguato migrazioni e accoglienza. Nel comunicato viene accusata la destra di continuare a “fare propaganda sulla pelle delle persone”, lasciando irrisolti i nodi strutturali.
La proposta: struttura a bassa soglia e alta rotazione vicino alla stazione
Al centro della richiesta del movimento c’è un intervento considerato urgente e praticabile: la realizzazione di una struttura a bassa soglia e alta rotazione nei pressi della Stazione, pensata per gestire in maniera più ordinata e dignitosa i flussi legati alla Rotta Balcanica. Una soluzione presentata come necessaria e già richiesta da tempo da più parti.
Servizi e assistenza: “nessuno resti solo”
Il comunicato insiste sul bisogno di potenziare l’assistenza sul territorio, sottolineando che la tutela deve valere per tutti: “nessuno, italiano o straniero, resti solo”. Un passaggio che lega il tema migratorio al più ampio sistema di supporto sociale e sanitario in città.
Normativa nazionale ed europea e centralità dei diritti umani
Adesso Trieste invoca inoltre un intervento di livello superiore: una normativa nazionale ed europea inserita in un quadro internazionale, capace di affrontare in modo coordinato le crisi economiche, sociali e belliche, mettendo al centro i diritti umani. L’obiettivo dichiarato è quello di superare il continuo rincorrersi di emergenze e di gestioni tampone.
“Serve razionalità e umanità”
La nota si chiude con un appello netto: “Serve razionalità e umanità”. Un messaggio che richiama la necessità di risposte immediate sul territorio e, insieme, di una strategia politica più ampia per evitare che situazioni simili continuino a ripetersi.