Bimbi piazza Libertà, Bordon: “Strumentalizzati”, Corvasce: “Era solo un messaggio umano” (VIDEO)

Bimbi piazza Libertà, Bordon: “Strumentalizzati”, Corvasce: “Era solo un messaggio umano” (VIDEO)

È bastato un video pubblicato online per trasformare la puntata di “Giovani al voto” in uno dei confronti più accesi degli ultimi mesi. Al centro della diretta condotta da Luca Marsi per Trieste Cafe il caso dei bambini di una scuola di Marostica accompagnati in Piazza Libertà a Trieste per un percorso educativo legato alla rotta balcanica e alla realtà vissuta dai migranti.

Ospiti della serata Aldo Corvasce del Movimento 5 Stelle e Daniele Bordon di Fratelli d’Italia, protagonisti di un lungo botta e risposta che ha acceso il dibattito politico cittadino e social, dove il tema aveva già raccolto oltre mille commenti nel corso della giornata.

Secondo quanto emerso durante la trasmissione, i bambini avrebbero partecipato ad attività simboliche per comprendere le difficoltà affrontate dai migranti, tra cui camminare scalzi e distribuire cibo in Piazza Libertà. Un’iniziativa che ha immediatamente generato reazioni opposte.

Durissimo Daniele Bordon, che ha definito il progetto “allucinante”, accusando la scuola di aver oltrepassato il proprio ruolo educativo. “I bambini vengono strumentalizzati da insegnanti irresponsabili”, ha dichiarato il consigliere di Fratelli d’Italia, sostenendo che la scuola non debba sostituirsi alla famiglia nella formazione morale dei minori.

Bordon ha inoltre criticato in particolare il fatto che alcuni bambini siano stati fatti camminare scalzi in una zona che ha definito problematica e degradata, parlando apertamente della necessità di verifiche e possibili interventi degli ispettori ministeriali.

Di posizione completamente opposta Aldo Corvasce, che ha respinto le accuse parlando invece di un’iniziativa dal valore umano e sociale. “La vera strumentalizzazione è rendere politica un’attività che politica non era”, ha affermato l’esponente del Movimento 5 Stelle, sostenendo che il messaggio trasmesso ai bambini fosse legato all’empatia e alla solidarietà, non a una posizione ideologica sull’immigrazione.

Corvasce ha però aggiunto che eventuali violazioni o eccessi da parte degli insegnanti dovrebbero essere verificati e, se accertati, sanzionati. “La scuola deve formare anche dal punto di vista morale”, ha sottolineato durante il confronto.

Nel corso della diretta il dibattito si è ulteriormente acceso sul ruolo educativo della scuola, sul rapporto tra famiglia e insegnanti e sui limiti delle attività scolastiche quando affrontano temi sociali particolarmente delicati.

Bordon ha insistito sul rischio che iniziative simili possano avere effetti psicologici sui bambini, mentre Corvasce ha ribadito che conoscere le difficoltà vissute da altri esseri umani rappresenti un elemento formativo e non traumatico.

Il confronto ha confermato quanto il tema abbia ormai superato i confini locali, trasformandosi in un vero caso politico e culturale capace di dividere profondamente opinione pubblica e partiti anche tra le nuove generazioni impegnate nel dibattito cittadino.

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