Ass. LGBTQIA+ appoggiano Sindaco di Udine: "Riconoscimento del figlio alla madre intenzionale in una coppia di donne"

Ass. LGBTQIA+ appoggiano Sindaco di Udine: "Riconoscimento del figlio alla madre intenzionale in una coppia di donne"

Le associazioni LGBTQIA+ del Friuli Venezia Giulia appoggiano e sostengono l’iniziativa del Sindaco di Udine di far riconoscere il proprio figlio alla madre intenzionale in una coppia di donne. Tuttavia, il Sindaco ha fatto sapere, nell’articolo uscito oggi, 9 febbraio, sulla stampa, che l’atto è stato formato «in attesa della conclusione del procedimento di adozione». La madre udinese ha, quindi, dovuto chiedere l’adozione del proprio figlio al Tribunale per i Minorenni. Il Comune di Udine ha deciso di riconoscere la genitorialità della signora, in attesa della pronuncia di questo Tribunale, visti i “tempi lunghi” dell’adozione.

Infatti, un procedimento di adozione di questo tipo richiede fino a 2 anni per essere completato. Anni in cui le figlie e i figli rimangono legislativamente con un solo genitore, anni in cui uno dei due genitori è un fantasma, senza diritti e senza doveri, un genitore che in punta di piedi e il cuore in gola deve chiedere permessi, liberatorie, concessioni per adempiere ai suoi doveri: andare a prendere il figlio all’asilo nido, portarlo dal pediatra o all’ospedale, tutte quelle piccole cose che in un Paese civile, i genitori fanno ogni giorno, tutti. Ma per la legge italiana, quel figlio, di genitore, ne ha solo uno.

Per almeno due anni.

Le scelte che le madri e i padri in coppie omogenitoriali sono costrette a compiere a causa di una normativa lacunosa, amministrazioni che si muovono a macchia di leopardo, Tribunali che prendono strade interpretative contrastanti, e il Legislatore inerme, sono estremamente costose e dolorose e costringono molte famiglie a vivere nell’incertezza e nella paura del domani.

L’iniziativa del Sindaco di Udine, pur proiettando una luce nell’oscurità di questi tempi, conferma che il percorso che le nostre famiglie queer devono intraprendere per il riconoscimento della piena dignità è ancora lungo.

È evidente l’attacco sferrato alle famiglie e ai diritti delle persone LGBTQIA+ dalle istituzioni di questo Paese. Vengono sollecitate le Procure della Repubblica perché facciano ricorso contro i nostri atti di nascita (così a Padova per tutti e 33 gli atti formati, ma anche, tra gli altri, a Milano, Belluno, Bergamo, Mantova, Lecco, Civitavecchia), vengono mandati ispettori dal Governo in Ospedali con centri di eccellenza per i percorsi di affermazione di genere (così a Firenze), vengono ostacolate in ogni modo le tutele delle persone LGBTQIA+ nelle scuole, definendo le carriere alias come indottrinamenti della inesistente “teoria gender”, vengono sospesi gli interventi chirurgici per le persone trans, chiusi i consultori e tagliati fondi alla sanità. Il Parlamento è immobile sui temi etici da decenni e da almeno vent’anni le famiglie omogenitoriali in Italia aspettano un intervento legislativo che riconosca loro piena cittadinanza.

Chiediamo che il Legislatore intervenga immediatamente per mettere la parola fine a tutte le cause attualmente pendenti, sia davanti ai Tribunali ordinari sia davanti ai Tribunali per i Minorenni. Cause che costano in termini di risorse umane ed economiche su tutta la collettività, oltreché sulle nostre famiglie. In particolare i Tribunali per i Minorenni sono da sempre impegnati da un lavoro importantissimo per la tutela di bambini in pericolo o in difficoltà e oggi rischiano di essere ingolfati da ricorsi che non dovrebbero avere lì la loro sede. Cosa succederebbe se tutte e 33 le famiglie padovane depositassero contemporaneamente un ricorso di adozione per i loro figli al Tribunale per i Minorenni di Venezia? Il Tribunale ne rimarrebbe intasato con grave rischio per tutti i bambini che hanno davvero la necessità dell’intervento di quei Giudici. Il Parlamento deve farsi carico di questo problema.

La soluzione normativa è già a portata di mano, la proposta di Legge delle associazioni Rete Lenford e Famiglie Arcobaleno è già a disposizione dei gruppi parlamentari da più di un anno e prevede la piena eguaglianza per tutte le famiglie, garantendo il riconoscimento dello stato di figli di entrambi i genitori a tutti i bambini, senza se e senza ma.

Redatto e sottoscritto da:

ALFI Lune

A scuola per conoscerci ODV

Arcigay Arcobaleno ODV

Arcigay Friuli ODV

Associazione Universitaria IRIS

Euphoria Trans FVG APS

Famiglie Arcobaleno in FVG

FVG Pride

Rete Genitori Rainbow

Rete Lenford Avvocatura per i diritti LGBTI APS