Cerimonia a Basovizza: Fedriga, Dipiazza e Governo uniti nel ricordo delle foibe e dell’esodo

Cerimonia a Basovizza: Fedriga, Dipiazza e Governo uniti nel ricordo delle foibe e dell’esodo

Si è svolta questa mattina, lunedì 10 febbraio 2026, la cerimonia solenne del Giorno del Ricordo alla Foiba di Basovizza, Monumento Nazionale sul Carso triestino. L’evento, promosso dal Comune di Trieste e dal Comitato per i Martiri delle Foibe, rappresenta il momento centrale di un ricco programma di iniziative commemorative, culturali e di approfondimento storico.

La giornata è iniziata con la deposizione di due corone congiunte alla Foiba 149 di Monrupino: una da parte di Regione Friuli Venezia Giulia, Prefettura e Comune di Trieste, l’altra da rappresentanti della Lega Nazionale e delle Associazioni degli Esuli Istriani, Fiumani e Dalmati.

Alla cerimonia di Basovizza erano presenti il vicepresidente del Consiglio dei Ministri Matteo Salvini, il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza, il presidente della Regione FVG Massimiliano Fedriga, il prefetto Giuseppe Petronzi, il questore Lilia Fedrella, il vescovo di Trieste monsignor Enrico Trevisi e numerose autorità civili, militari e religiose regionali.

Dopo l’ingresso dei gonfaloni della Città di Trieste (decorata di Medaglia d’Oro al Valor Militare), di Muggia, Pisa, Regione FVG, Comune di Duino Aurisina e dei medaglieri nazionali, è stata eseguita l’alzabandiera a cura del Reggimento Piemonte Cavalleria 2° e dell’ANA Trieste, seguita dalla resa degli onori militari.

Il capitano di vascello Diego Guerin ha letto la motivazione della Medaglia d’Oro al Valor Militare concessa a Trieste. Sono poi state deposte corone da parte della Presidenza del Consiglio (Salvini, Ciriani e prefetto Petronzi), della Regione FVG (Fedriga e Dipiazza), della Federazione Grigioverde e delle associazioni degli esuli.

Dopo la Santa Messa celebrata da monsignor Trevisi e la lettura della “Preghiera per gli infoibati” da parte di don Ettore Malnati, hanno preso la parola il presidente Fedriga, Paolo Sardos Albertini (presidente del Comitato per i Martiri delle Foibe e della Lega Nazionale), il sindaco Dipiazza, il ministro Ciriani e il vicepresidente Salvini.

Dipiazza: «Un atto di giustizia verso migliaia di vittime innocenti»

Il sindaco Roberto Dipiazza ha sottolineato che il Giorno del Ricordo «non è una commemorazione di circostanza, ma un atto di giustizia verso migliaia di vittime innocenti e un dovere morale verso la nostra storia». Ha ricordato come per decenni la tragedia delle foibe sia stata «colpevolmente nascosta, rimossa, negata non per ignoranza, ma per scelta», e come una parte della sinistra abbia a lungo minimizzato o taciuto i fatti, infliggendo «una seconda violenza» alle vittime e agli esuli.

«I crimini delle foibe furono compiuti dai partigiani comunisti di Tito per motivi ideologici, con l’obiettivo di annientare l’identità italiana», ha affermato Dipiazza, citando esempi come Norma Cossetto, don Bonifacio e la strage di Vergarolla. Ha poi descritto l’esodo giuliano-dalmata di oltre 350.000 italiani e il Trattato di Osimo del 1975 come un ulteriore «tradimento» che ha lasciato una ferita ancora aperta.

Il sindaco ha espresso soddisfazione per la presenza di numerose scolaresche da tutta Italia, nell’ambito dei progetti “Viaggi del Ricordo” e “Le tracce del Ricordo”, definendola «il modo più forte per impedire che l’oblio torni a vincere».

Ciriani: «Il dovere di chiedere perdono per anni di silenzio»

Il ministro Luca Ciriani ha definito Basovizza «un luogo sacro alla memoria nazionale» e ha parlato del «richiamo del senso del dovere» per chiedere perdono «per tanti anni di silenzio e omissione». Ha reso omaggio agli italiani che «decisero di essere italiani due volte: per nascita e per scelta», pagando un prezzo altissimo.

Salvini: «Scusa per essere arrivati solo nel 2004»

Matteo Salvini ha ringraziato chi ha mantenuto viva la memoria e ha rivolto un messaggio ai giovani: «Per accogliere bisogna amare, conoscere ed essere orgogliosi della propria storia». Ha chiesto «scusa a nome della politica tutta per essere arrivati solo nel 2004, a 60 anni dalle prime stragi, a riconoscere una ferita nella storia d’Italia».

Le celebrazioni proseguono oggi e domani con il “Treno del Ricordo”, allestito dalla Presidenza del Consiglio, che sosta alla Stazione Centrale di Trieste e poi partirà verso Pordenone, Bologna, Pescara, L’Aquila, Roma, Latina, Salerno, Reggio Calabria, Palermo e Siracusa.