Viale in fiore compie 26 anni, Rovinelli: “Tradizione che riparte tra allestimenti e calendario” (VIDEO)

Viale in fiore compie 26 anni, Rovinelli: “Tradizione che riparte tra allestimenti e calendario” (VIDEO)

Nel corso della diretta di Trieste Cafe, Vincenzo Rovinelli ha indicato con chiarezza quale sarà il punto centrale del calendario delle manifestazioni primaverili: Viale in fiore. Definendolo senza esitazioni “l’evento clou per noi”, Rovinelli ha collocato la manifestazione come il vero spartiacque tra la fine dell’inverno e la ripartenza piena delle iniziative in città. Un appuntamento che, come ricordato in diretta, arriva quest’anno a quota 26 edizioni, confermandosi come una tradizione consolidata e riconoscibile per Trieste.

Nel racconto, Viale in fiore viene descritto non solo come una fiera, ma come un momento atteso, capace di coinvolgere espositori, famiglie e visitatori per più giorni, riportando la città in una dimensione primaverile fatta di colori, profumi e passeggio.

Calendario e slittamento: “abbiamo spostato tutto di una settimana”
Uno degli aspetti più concreti affrontati da Rovinelli riguarda il calendario. In diretta viene spiegato che quest’anno Viale in fiore subirà uno slittamento di una settimana. La motivazione è chiara e viene detta senza giri di parole: il tempo “è ancora impazzito” e le condizioni meteo hanno reso necessario rivedere la programmazione.

Rovinelli colloca l’evento “intorno al 20 marzo”, usando un riferimento temporale ampio ma significativo, e sottolinea come la scelta sia stata fatta per tutelare la riuscita complessiva della manifestazione. Lo slittamento non viene presentato come un problema, ma come un adattamento necessario per garantire qualità, partecipazione e continuità rispetto alle edizioni precedenti.

Dieci giorni di fiori e prodotti della terra: una tradizione che si rinnova
Nel suo intervento, Rovinelli ricorda che Viale in fiore si sviluppa su un arco temporale lungo, parlando di dieci giorni dedicati a fiori e prodotti della terra. È questo uno degli elementi che, nel tempo, ha trasformato la manifestazione in un appuntamento fisso, riconosciuto e atteso.

La fiera viene raccontata come uno spazio in cui si possono “ammirare fiori” e scoprire produzioni legate al territorio, con una partecipazione che negli anni è cresciuta e si è consolidata. Il tono con cui Rovinelli ne parla è quello di chi considera Viale in fiore una parte integrante dell’identità cittadina, non un evento occasionale.

Allestimenti e impatto visivo: “all’inizio del viale soggetti enormi”
Un passaggio centrale della diretta è dedicato agli allestimenti. Rovinelli anticipa che quest’anno, all’inizio del viale, saranno presenti “enormi soggetti” dedicati esclusivamente agli animali. La scelta viene spiegata come strategica: creare attenzione immediata e coinvolgere famiglie e visitatori fin dall’ingresso.

Nel suo racconto, gli animali vengono descritti come elementi capaci di parlare a tutti, perché “fanno parte integrante della nostra vita”. L’obiettivo dichiarato è quello di catturare lo sguardo, incuriosire e rendere l’esperienza ancora più immersiva, mantenendo quella dimensione scenografica che negli anni ha caratterizzato molte manifestazioni curate da Rovinelli.

Il fiore d’oro: la premiazione come momento simbolico
Tra i momenti più attesi di Viale in fiore, viene ricordata anche la premiazione del fiore d’oro. Rovinelli e la conduzione sottolineano come questo appuntamento rappresenti uno dei picchi della manifestazione, con la partecipazione degli standisti che presentano le loro opere e composizioni.

La premiazione viene descritta come “molto partecipata”, un momento che unisce competizione e celebrazione, valorizzando il lavoro degli espositori e rafforzando il legame tra la fiera e chi ne è protagonista diretto.

Tradizioni che continuano: l’uovo di Pasqua e il rito della rottura
Nel corso della diretta emerge anche il tema delle tradizioni più curiose e amate. Rovinelli parla della rottura dell’uovo di Pasqua, un rito che negli anni è diventato parte integrante della manifestazione. Descrive l’uovo come “enorme”, citando un peso indicativo di circa 50 chili, e racconta la rottura con il manganello come un momento scenico e simbolico.

Viene spiegato che questo evento è pensato soprattutto per i bambini, da vivere tra mattina e pomeriggio, e che proprio per questo viene considerato “bello” e significativo. Rovinelli chiarisce anche perché alcune pratiche del passato, come la pandorata, non siano più realizzabili: motivi di igiene, sicurezza e gestione delle allergie rendono necessario un approccio più controllato. L’uovo, invece, concentrato in un momento preciso, resta una tradizione gestibile e riconoscibile.

Tra continuità e novità: l’equilibrio della manifestazione
Dal racconto di Rovinelli emerge un equilibrio preciso: da una parte la volontà di mantenere vive le tradizioni che il pubblico si aspetta, dall’altra l’intenzione di rinnovare l’impatto visivo e l’organizzazione. Lo slittamento del calendario, gli allestimenti dedicati agli animali, la conferma dei momenti simbolici come il fiore d’oro e l’uovo di Pasqua disegnano una manifestazione che guarda avanti senza perdere la propria identità.

DI SEGUITO IL VIDEO

RIPRODUZIONE RISERVATA

Guarda il video

IL VIDEO