“Trieste non può abituarsi ai saluti fascisti”: Adesso Trieste condanna gli scontri in viale XX Settembre
Dura presa di posizione di Adesso Trieste dopo gli scontri avvenuti durante la commemorazione di Almerigo Grilz in via Paduina, teatro ieri di tensioni, aggressioni e momenti di forte caos tra partecipanti al raduno e contestatori.
In una nota diffusa oggi, il movimento civico ha condannato “con fermezza la reazione violenta messa in atto dai partecipanti alla commemorazione” nei confronti di chi stava contestando verbalmente il raduno “a debita distanza”.
Secondo Adesso Trieste, “nulla può giustificare aggressioni e scontri fisici come quelli avvenuti ieri”, episodi che hanno provocato feriti e tensione nel cuore della città.
Nel comunicato viene inoltre definita “particolarmente grave” la presenza, ancora una volta, di saluti romani e richiami espliciti alla simbologia fascista durante la commemorazione.
“Trieste non può e non deve abituarsi al ritorno di gesti e atteggiamenti che appartengono a una cultura politica incompatibile con i valori democratici e antifascisti sanciti dalla Costituzione”, si legge nella nota.
Adesso Trieste esprime forte preoccupazione anche per il clima generale che si starebbe creando attorno a questi episodi.
“Quanto accaduto alimenta una forte preoccupazione per un clima sempre più esasperato e pericoloso, nel quale intimidazione e violenza rischiano di prendere il posto del confronto civile”, afferma il movimento.
Nel testo viene ribadito il diritto di manifestare e contestare “nei chiari limiti della legalità e dei principi fondamentali della Repubblica”, respingendo però “qualsiasi deriva violenta e antidemocratica”.
Nel finale del comunicato arriva anche la solidarietà alle persone rimaste coinvolte negli scontri, tra cui il giornalista de Il Piccolo Gianpaolo Sarti.
Secondo quanto riferito da Adesso Trieste, il cronista sarebbe stato colpito alle spalle mentre stava svolgendo il proprio lavoro di documentazione giornalistica.
“Chi informa i cittadini deve poter operare in sicurezza, senza diventare anch’egli bersaglio della violenza”, conclude la nota.