Quindicenne aggredito con una testata alla fermata del bus, "lo avevo solo guardato in faccia"

Quindicenne aggredito con una testata alla fermata del bus, "lo avevo solo guardato in faccia"

Sono le 19 di una sera qualsiasi. Antonio ha 15 anni e si trova sull'autobus della linea 9. Deve scendere in via Giulia nei pressi della palestra Vascotto. Ma ad un certo punto, senza rendersene quasi conto, si trova protagonista di una brutta disavventura che poteva avere conseguenze ben più gravi. Ce la racconta proprio lui, contattato telefonicamente. "Dovevo scendere dall'autobus quando ad un certo punto mi sento toccare da dietro, mi giro e vedo un uomo di 30-40 anni non saprei dire l'età esatta che mi dice "attenzione che sta scendendo la mia mula"". Antonio prosegue, "allora aspetto e una volta scesi dall'autobus lo guardo in faccia e lui mi domanda "c'è qualche problema?"". A quel punto "viene verso di me, fa un testa a testa, io indietreggio ma lui mi colpisce con una testata sul naso e la bocca". "Non so come - prosegue il 15enne - non ho perso sangue ma lo spavento è stato fortissimo". Stando al resoconto del giovane, l'aggressore si è poi allontanato assieme alla ragazza che era con lui. "Sembrava italiano - ci fa sapere Antonio - mi ha colto di sorpresa, non mi aspettavo una reazione del genere solo per averlo guardato in faccia". Il ragazzo riferisce inoltre di aver sentito "odore di birra" dalla bocca dell'aggressore che verosimilmente sarà stato in stato di alterazione alcolica. Nella concitazione del momento, Antonio non ha fatto caso a come fosse vestito l'uomo. "Ero concentrato a non farmi picchiare ulteriormente, era il doppio di me, non ho reagito in nessun modo e sono stato zitto". Alla gravità dell'accaduto se ne aggiunge però un'altra, sempre stando a quanto riferito dal quindicenne: "La gente ha fatto finta di niente". Dalle notizie di cronaca locale, sembra che quello di Antonio non sia un caso isolato tanto che la mamma del giovane spera che a questa segnalazione se ne aggiugano altre per poter fare "fronte comune" nella speranza di fermare l'aggressore affinchè non accadano episodi analoghi e non resti impunito. 

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