Pro Loco Trieste: “Dal Castello di San Giusto il polso del turismo dice che Trieste può crescere ancora” (VIDEO)
Nel dibattito sul turismo a Trieste dopo Pasqua, il contributo di Michele Ciak, presidente della Pro Loco Trieste, ha aggiunto un punto di vista diverso e molto concreto, legato all’esperienza diretta dell’Infopoint Visitor Center all’interno del Castello di San Giusto, gestito dall’associazione per conto del Comune.
Ciak ha spiegato che la Pro Loco non intercetta il primo impatto con chi arriva in città, ma ha comunque un osservatorio privilegiato. Il castello, ha sottolineato, rappresenta uno dei punti che più attirano il turista a Trieste, escluso Miramare che si trova fuori dal centro urbano. Per questo motivo, il lavoro quotidiano dell’Infopoint consente di capire non solo quanti visitatori arrivano, ma anche chi sono, da dove provengono e che tipo di esperienza cercano.
Pasqua forte al Castello di San Giusto
Il dato più eloquente portato da Ciak riguarda la giornata di Pasqua, quando al Castello di San Giusto si sono registrati oltre 2800 visitatori. Un numero che, da solo, racconta l’intensità del flusso e la forte capacità attrattiva del sito nel cuore del weekend festivo.
Nel giorno successivo, a Pasquetta, l’affluenza è stata inferiore. Ciak ha spiegato di aver prestato personalmente servizio e di stimare che non si sia arrivati alle mille unità. Ma il confronto tra le due giornate non cambia la sostanza del quadro: la Pasqua ha portato al castello una presenza molto consistente, confermando il ruolo del sito come snodo decisivo nell’offerta culturale e turistica cittadina.
Tanti sloveni e croati in visita in giornata
Uno dei passaggi più interessanti del suo intervento riguarda il profilo dei visitatori incontrati. Michele Ciak ha raccontato di aver parlato, nella giornata di Pasqua, con tantissimi sloveni e croati arrivati in città in giornata da località come Maribor, Zagabria e Pola. Non si tratta quindi soltanto di turisti che pernottano a Trieste, ma anche di un bacino di prossimità che sceglie la città per una visita culturale concentrata in poche ore.
Questo aspetto è particolarmente rilevante per leggere il ruolo di Trieste nel contesto dell’Alpe Adria e del centro Europa. La città, nelle parole di Ciak, continua ad attirare persone che possono raggiungerla facilmente e che la scelgono per musei, centro storico e patrimonio culturale, anche senza fermarsi più giorni.
La sorpresa dei musei gratuiti
Nel racconto del presidente della Pro Loco emerge anche un dettaglio significativo sul valore dell’offerta culturale. Molti visitatori, ha spiegato, sono rimasti piacevolmente sorpresi nello scoprire che, essendo la domenica di Pasqua anche la prima domenica del mese, i musei comunali erano gratuiti.
È un elemento che arricchisce la lettura del weekend: oltre al numero delle presenze, conta anche la qualità dell’esperienza vissuta dai visitatori. La possibilità di accedere gratuitamente ai musei ha rappresentato, secondo quanto riferito, una scoperta positiva per molti, contribuendo a rafforzare l’immagine di Trieste come città accessibile, vivace e culturalmente ricca.
Più ottimismo sui mercati stranieri vicini
Michele Ciak si è detto solo in parte d’accordo con le preoccupazioni espresse dagli altri ospiti rispetto al clima internazionale e alla cautela dei consumatori. Nel suo intervento ha spiegato che, per motivi professionali, viaggia spesso nel centro Europa e che nella settimana precedente era stato in Repubblica Ceca, Germania e Austria. La sensazione riportata è di non aver colto, in quei Paesi, la stessa intensità di preoccupazione percepita in Italia.
Questa valutazione lo porta a una posizione più fiduciosa sulla tenuta del turismo verso Trieste. Secondo Ciak, il mercato che la città deve continuare a presidiare con forza è quello del grande bacino compreso tra Firenze, Torino, Monaco, Salisburgo, Vienna e Budapest, cioè un’area vasta ma ben collegata, all’interno della quale Trieste può muoversi con ambizione crescente.
Repubblica Ceca, Polonia e Budapest tra i segnali nuovi
Un altro dato interessante emerso dal suo intervento riguarda l’arrivo di visitatori da mercati che una volta, a suo dire, si vedevano meno in città. Michele Ciak ha infatti segnalato una crescita di turisti provenienti da Repubblica Ceca, Polonia e Budapest, un fenomeno che collega anche ai voli di Ryanair.
Si tratta di un elemento importante per la fotografia del turismo triestino, perché suggerisce un ampliamento del raggio di attrazione. Non soltanto i mercati tradizionali di prossimità, dunque, ma anche nuove provenienze che iniziano a comparire con maggiore frequenza e che possono rappresentare un’opportunità per l’intero sistema turistico.
L’ottimismo e il nodo crociere
Pur dichiarandosi abbastanza ottimista, Ciak non ha nascosto una preoccupazione precisa: quella relativa alle crociere. Il presidente della Pro Loco ha ricordato che la nave Mineshift 4 risulta ancora bloccata a Dubai e che il suo arrivo a Trieste, previsto per metà maggio, appare incerto.
Nel suo intervento ha spiegato che, se questa situazione dovesse tradursi in mancate toccate, le conseguenze riguarderebbero non solo il porto ma anche l’aeroporto e il sistema complessivo dei passeggeri. Il ragionamento, in questo caso, è prudente e circoscritto: l’ottimismo generale sul turismo non cancella la necessità di seguire con attenzione un segmento che pesa in modo importante sull’immagine e sull’economia cittadina.
Il 2026 della Pro Loco Trieste
Nella seconda parte della trasmissione, Michele Ciak ha tracciato anche le linee del 2026 della Pro Loco Trieste. Ha ricordato che l’associazione è composta da volontari e che, proprio per questo, porta avanti poche iniziative ma con continuità e con una dimensione ormai riconoscibile.
Tra gli appuntamenti in programma ha annunciato la seconda edizione di Let’s Move Trieste a settembre, un evento dedicato allo sport all’aria aperta e alle diverse discipline sportive che, ha spiegato, l’anno scorso ha avuto un grande successo. Secondo Ciak, questa iniziativa ha attirato persone non solo dal territorio regionale ma anche da Veneto, Austria, Slovenia e Croazia, confermando il valore del famoso “compasso” territoriale più volte richiamato durante la diretta.
Accanto a questo, la Pro Loco riproporrà, in collaborazione con il Comune, la Passeggiata tra gli ulivi a fine ottobre, manifestazione legata all’UNPLI nazionale e già capace in passato di ottenere un ottimo riscontro di pubblico.
Il grande valzer che la città non ha dimenticato
Tra i progetti che Michele Ciak ha definito ancora in fase di valutazione, ma ai quali guarda con particolare interesse, c’è il ritorno del grande valzer in Piazza Unità. Ha ricordato che si tratta di un evento portato in città alcuni anni fa, rimasto nella memoria di molte persone e poi interrotto dall’arrivo del Covid, che ha spezzato l’energia organizzativa costruita intorno a quel progetto.
Ciak ha spiegato che molte persone continuano a parlarne come di un appuntamento molto amato e che l’idea sarebbe quella di riproporlo in una forma migliorata e ampliata. Si tratta, nel suo racconto, di un desiderio ancora da consolidare ma che dice molto sul tipo di visione che la Pro Loco vuole portare avanti: eventi identitari, partecipati e capaci di creare immagine per la città.
Un turismo da leggere anche oltre gli alberghi
Il contributo di Michele Ciak ha il merito di spostare l’attenzione su una dimensione a volte meno visibile ma decisiva: quella dei visitatori in giornata, dei flussi culturali, di chi arriva da vicino e di chi fa di Trieste una tappa breve ma intensa. Dal Castello di San Giusto, il quadro che emerge è quello di una città che continua a piacere, che sorprende positivamente chi la visita e che può ancora crescere lavorando su accessibilità, promozione e capacità di ampliare il proprio bacino.
Il suo messaggio finale, pur non ignorando le criticità, è sostanzialmente fiducioso. Trieste, secondo la lettura della Pro Loco Trieste, ha margini per continuare a crescere e per consolidare la propria immagine di destinazione culturale, turistica e di prossimità nel cuore di un’area europea molto più ampia del solo confine regionale.
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