Primavera in città, Trieste in Fiore richiama famiglie, bambini e visitatori da fuori Regione (VIDEO)
Nel corso della trasmissione del 24 marzo 2026, Vincenzo Rovinelli ha tracciato un bilancio molto positivo dell’avvio di Trieste in Fiore, raccontando una manifestazione partita con una forte partecipazione di pubblico e con una risposta concreta anche sul piano degli acquisti. Dalle sue parole emerge il quadro di un evento capace di richiamare famiglie, appassionati, scolaresche e visitatori, in un clima descritto come allegro, partecipato e pienamente in sintonia con l’inizio della primavera.
Il successo del fine settimana inaugurale
Secondo quanto raccontato da Vincenzo Rovinelli, il fine settimana inaugurale è stato segnato da una grandissima affluenza. Sabato, complice anche una bella giornata di sole, il viale è stato preso d’assalto da una folla numerosa. Ma la partecipazione, ha sottolineato, non si è fermata al weekend. Anche nei giorni successivi, comprese le giornate infrasettimanali, l’evento ha continuato ad attirare molta gente.
Rovinelli ha insistito su un dettaglio molto significativo: non solo passaggio e curiosità, ma anche persone che giravano con borse e acquisti, segno che la manifestazione non si è limitata a creare passeggio, ma ha generato interesse concreto per i prodotti esposti. Per una fiera dedicata a fiori, piante e produzioni collegate, è un indicatore centrale.
Le scolaresche e il rapporto con i bambini
Tra i momenti più sentiti raccontati da Vincenzo Rovinelli c’è quello legato alla presenza delle scolaresche. Anche in una giornata di lunedì, ha spiegato, molti gruppi di bambini hanno visitato la manifestazione e a tutti è stato regalato un fiore. Un gesto semplice ma fortemente simbolico, che ha accompagnato l’attività di divulgazione nello stand di Alessandro Muzina, presidente di Assofor Italia.
Secondo Rovinelli, proprio lì i bambini hanno potuto ascoltare spiegazioni su come si curano, si piantano e si fanno crescere fiori e piante. L’auspicio espresso in diretta è che da questa esperienza possano nascere nuovi pollici verdi, avvicinando le nuove generazioni al mondo del verde, della coltivazione e della cura della natura.
L’evento come incontro tra espositori, città e visitatori
Nel racconto di Vincenzo Rovinelli, Trieste in Fiore appare come una manifestazione che vive sulla relazione diretta tra espositori e pubblico. Da una parte ci sono gli stand, i consigli, le spiegazioni, i prodotti; dall’altra ci sono le persone che passeggiano, si fermano, chiedono, comprano e si confrontano. Il viale diventa così un luogo in cui la dimensione commerciale si intreccia con quella relazionale.
È in questo equilibrio che l’evento, nelle sue parole, trova una delle sue forze principali. Gli espositori vengono descritti come disponibili, gentili e capaci di mantenere calore umano anche dopo giornate lunghe e impegnative. Ed è proprio questa atmosfera, secondo Rovinelli, a contribuire alla riuscita della manifestazione.
I prodotti più richiesti e il caso dell’olio dalla Sabina
A confermare l’interesse del pubblico, Vincenzo Rovinelli ha raccontato anche un episodio preciso legato a un’espositrice che porta un olio particolare dalla Sabina, insieme ad altri prodotti sott’olio come i carciofini. Il successo delle vendite è stato tale che, ha riferito, l’espositrice ha contattato l’organizzazione per chiedere di ritirare in fretta la merce ordinata, spiegando che rischiava di non avere disponibilità già dal giorno successivo.
Nel suo racconto, Rovinelli cita Poggio Mirteto e la zona della Sabina come luoghi di provenienza di questi prodotti, spiegando anche che durante l’anno continua ad acquistare e a ordinare quel tipo di olio. È un passaggio che fotografa bene uno degli aspetti centrali della manifestazione: la capacità di portare in città non solo fiori e piante, ma anche eccellenze e produzioni che il pubblico dimostra di apprezzare concretamente.
L’attenzione al meteo e l’attesa per i prossimi giorni
Durante la diretta, Vincenzo Rovinelli ha dedicato spazio anche all’evoluzione del tempo nei giorni successivi. Ha parlato dell’arrivo, tra mercoledì e giovedì, di una perturbazione descritta come veloce ma capace di abbassare temporaneamente le temperature. Allo stesso tempo, ha espresso fiducia sul fatto che il viale sia abbastanza riparato e che le piante non subiscano danni rilevanti.
Lo stesso Rovinelli ha poi aggiunto che, a suo avviso, il peggioramento dovrebbe esaurirsi già nella mattinata di giovedì, lasciando spazio a un miglioramento del tempo. Nel suo intervento emerge chiaramente la volontà di rassicurare il pubblico e di ribadire che la manifestazione proseguirà regolarmente, con l’invito a tornare in viale anche nei giorni successivi.
Un evento che rappresenta Trieste e guarda oltre Trieste
Nel suo intervento finale, Vincenzo Rovinelli ha insistito molto anche sulla portata della manifestazione. Ha parlato di espositori provenienti da mezza Italia e anche dall’estero, citando in particolare la presenza degli espositori olandesi. Da qui la scelta di richiamare il doppio nome della rassegna, legandola sia al viale sia all’identità cittadina.
Tra gli stand ricordati in diretta ci sono quelli dedicati ai bonsai, alle piante grasse, alle spezie, ai limoni siciliani, ai mandarini siciliani, fino alle fragole presentate come piante e prodotto della terra. Rovinelli ha evidenziato anche la volontà di dare spazio ai partecipanti locali, pur ammettendo che non sempre è semplice convincere tutti a prendere parte alla manifestazione.
Il valore della continuità e il ricambio generazionale
Uno dei passaggi più intensi dell’intervento di Vincenzo Rovinelli riguarda il tema del tempo. Raccontando la presenza di espositori storici e di aziende viste crescere negli anni, Rovinelli ha parlato di un vero ricambio di generazioni, ricordando quando alcuni degli attuali partecipanti arrivavano ancora da bambini e oggi sono diventati adulti.
L’evento viene così raccontato anche come una grande famiglia che si ritrova, si rinnova e mantiene un legame con il passato senza smettere di guardare avanti. È una lettura che restituisce profondità alla manifestazione e che la colloca non solo come appuntamento commerciale, ma come parte di una continuità umana e professionale costruita nel tempo.
Fiori, piante e allegria nel cuore della città
Alla fine della diretta, Vincenzo Rovinelli ha definito Trieste in Fiore un evento di forte richiamo, capace di portare gente, ma anche allegria. È una parola che torna come chiave di lettura dell’intera manifestazione: non soltanto esposizione, non soltanto vendita, ma anche atmosfera, leggerezza, incontro e partecipazione.
Per la città, nel pieno dell’avvio della primavera, il messaggio emerso è chiaro: il viale si conferma un punto di ritrovo in cui natura, commercio e socialità riescono a stare insieme, trasformando un appuntamento fieristico in una vera esperienza collettiva.
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