L'Università di Trieste porta in Regione la mostra “Terremoti d’Italia”: a Porto Vecchio fino all’8 ottobre (VIDEO)
L'Università degli Studi di Trieste porta nel capoluogo giuliano la mostra itinerante "Terremoti d’Italia" grazie a una collaborazione con il Dipartimento Nazionale della Protezione Civile, la Protezione Civile della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, il Comune di Trieste, l’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale - OGS, LARES Italia (Unione nazionale laureati esperti in protezione civile) e Immaginario Scientifico.
La mostra, ideata dal Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri, è stata presentata oggi nel Salone di Rappresentanza della Regione Friuli Venezia Giulia alla presenza del Capo del Dipartimento della Protezione Civile Fabrizio Curcio, del Presidente della Regione FVG Massimiliano Fedriga, del Vice presidente della Regione Riccardo Riccardi, del Rettore dell’Università degli Studi di Trieste Roberto Di Lenarda, del Presidente dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale – OGS Nicola Casagli, del Direttore del Centro di Ricerche Sismologiche di OGS Stefano Parolai e del docente di sismologia applicata dell’Università di Trieste Giovanni Costa.
Il percorso espositivo sarà visitabile fino all’8 ottobre 2022 al Trieste Convention Center in Porto Vecchio - Hall 27, abbracciando quindi altri importanti eventi cittadini come la Notte dei Ricercatori (30 settembre) e Barcolana.
In Friuli Venezia Giulia la mostra si arricchisce di ulteriori collaborazioni e significati, legati a una regione che ancora oggi conserva vivo il ricordo del terremoto del 1976 e che da allora ha intessuto una fitta rete di azioni e sinergie per affrontare il rischio sismico e le sue conseguenze.
“Terremoti d’Italia” ci invita a conoscere da vicino uno dei rischi naturali che più interessano il nostro Paese: il rischio sismico. Solo nel secolo scorso, in Italia, sono stati ben 60 i terremoti che hanno provocato danni gravi. Venti di questi hanno avuto effetti distruttivi tali da causare la morte di 120 mila persone, oltre che la devastazione di interi centri urbani e la paralisi delle attività produttive nelle aree colpite. Oggi sappiamo che quasi la metà del nostro Paese è soggetta a elevata pericolosità sismica e che in questa vasta porzione di territorio vive il 40% della popolazione.
“Terremoti d’Italia” punta a stimolare i cittadini, in particolare i più giovani, a un ruolo attivo nel campo della prevenzione. Il percorso di visita della mostra, guidato dai volontari della Protezione Civile dell’associazione Lares Italia, si articola in più aree: si parte dalla conoscenza del fenomeno fisico e dagli strumenti utilizzati per misurarne la forza, per passare poi alla storia e alla pericolosità sismica del nostro Paese, per affrontare i temi della vulnerabilità delle città e delle costruzioni, degli accorgimenti per rendere più sicura la propria abitazione, dei comportamenti da adottare prima, durante e dopo situazioni di rischio, arrivando poi ai due spettacolari simulatori sismici, progettati per riprodurre il movimento sismico. Sulla stanza sismica i visitatori possono vivere in sicurezza l’esperienza del terremoto, osservandone direttamente e da vicino gli effetti.
Anche la campagna di comunicazione “Io non rischio” del Dipartimento della Protezione Civile e dei partner istituzionali e scientifici sulla diffusione delle buone pratiche di protezione civile è parte integrante della Mostra: i volontari della Protezione Civile provenienti dal Friuli Venezia Giulia incontreranno i visitatori lungo il percorso espositivo per parlare con loro dei rischi naturali ai quali il territorio dove vivono è esposto.
La mostra è gratuita ed è aperta al pubblico e a tutte le scuole (primarie e secondarie di I e di II grado) dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 19, mentre il sabato e la domenica dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 20. La prenotazione delle scuole si effettua tramite l’Immaginario Scientifico.
È attivo un bus navetta gratuito in partenza da Riva 3 novembre davanti al Molo Audace 30 minuti prima delle visite, a disposizione di tutti gli interessati. La mattina, dal lunedì al venerdì, la priorità viene data alle scuole ma il servizio è comunque disponibile per tutti.