Fuori dal Coro, “Non voglio andare con mamma”: il rifiuto del piccolo Giovanni prima del delitto
Uno degli elementi più significativi emersi riguarda il rifiuto del bambino di incontrare la madre da solo. In più occasioni, il piccolo aveva dichiarato apertamente: “non voglio andare con mamma”, spiegando anche il motivo: “sto molto meglio con te”, rivolgendosi al padre.
Si tratta di affermazioni dirette, prive di ambiguità, che evidenziano una posizione chiara e coerente nel tempo.
Il colloquio con la psicologa: “non è una buona idea”
Nel corso di un incontro con la consulente nominata dal tribunale, al bambino viene chiesto se fosse disposto a vedere la madre da solo. La risposta è immediata: “non è una buona idea”, definita anche “un’idea un po’ pazza”.
Parole che indicano una percezione negativa dell’eventualità di restare da solo con la madre, già manifestata prima della tragedia.
Un rifiuto ripetuto nel tempo
Secondo quanto emerge, il bambino avrebbe ribadito la propria contrarietà anche nei giorni precedenti ai fatti. Il rifiuto non appare come un episodio isolato, ma come una posizione costante.
Le dichiarazioni registrate mostrano una continuità nel comportamento e nelle parole del minore.
La decisione sugli incontri
Nonostante queste dichiarazioni, gli incontri con la madre sono stati progressivamente modificati. Dopo una fase iniziale di incontri protetti, si è arrivati alla possibilità di incontri senza supervisione.
Una decisione che, alla luce delle parole del bambino, viene oggi riletta in modo critico all’interno della vicenda.
Un elemento centrale nella ricostruzione
Il rifiuto del bambino rappresenta uno degli elementi centrali per comprendere il contesto in cui si è sviluppata la vicenda. Le sue parole, espresse in modo chiaro e ripetuto, costituiscono un punto chiave nella ricostruzione dei fatti.