Fondali del futuro, lo studio OGS svela scenari critici per centinaia di specie
Il cambiamento climatico sta modificando in maniera profonda la vita sui fondali del Mar Mediterraneo, alterando distribuzione geografica, diversità e composizione delle comunità bentoniche, ovvero gli organismi che vivono a stretto contatto con il fondo marino.
È quanto emerge da una nuova ricerca italo-svizzera guidata dall’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale – OGS, pubblicata sulla rivista internazionale Global Change Biology con il titolo “The Geography of Mediterranean Benthic Communities Under Climate Change”.
Lo studio ha analizzato le possibili evoluzioni degli ecosistemi bentonici nei prossimi decenni, considerando fattori chiave legati al riscaldamento globale come l’aumento delle temperature marine, la riduzione dell’ossigeno disciolto e i cambiamenti nelle correnti oceaniche.
Specie verso nord e più in profondità
Attraverso modelli di distribuzione delle specie, proiezioni climatiche e un database di oltre 100.000 segnalazioni, i ricercatori hanno valutato la distribuzione attuale e futura di circa 350 specie bentoniche.
«I risultati indicano che la maggior parte delle specie è destinata a spostarsi progressivamente verso nord», spiega Damiano Baldan, primo autore dello studio e ricercatore OGS. «Fino al 60% delle specie potrebbe subire una contrazione dell’areale, mentre il 77% è destinato a migrare verso nord».
Le proiezioni mostrano inoltre che il 30% delle specie si sposterà verso acque più profonde, mentre circa il 20% andrà incontro a frammentazione dell’habitat.
Specie fredde più vulnerabili
Lo studio evidenzia differenze rilevanti tra organismi adattati a condizioni termiche diverse. Le specie legate ad ambienti più freddi mostrano una maggiore tendenza alla contrazione dell’areale e al trasferimento in profondità, con un conseguente aumento del rischio di frammentazione o estinzione locale.
Al contrario, le specie adattate a temperature più elevate potrebbero registrare una espansione dell’areale e una migrazione verso acque meno profonde.
Un equilibrio ecosistemico a rischio
Gli organismi bentonici svolgono un ruolo cruciale negli ecosistemi marini, contribuendo a processi fondamentali come la bioturbazione e il ciclo dei nutrienti. Tuttavia, la loro scarsa mobilità e l’elevata sensibilità alle variazioni ambientali li rendono particolarmente esposti agli effetti del cambiamento climatico.
Secondo i ricercatori, i processi osservati rappresentano un serio campanello d’allarme, con un aumento del rischio di estinzione locale, soprattutto per le specie con limitata capacità di dispersione.
Impatti non uniformi nel Mediterraneo
A livello regionale, gli effetti non risultano omogenei. Nel Mediterraneo settentrionale si prevede un possibile incremento della ricchezza di specie, a discapito delle regioni meridionali. In alcune aree il numero complessivo potrebbe restare stabile, ma con un profondo ricambio di specie, capace di alterare gli equilibri ecosistemici.
Le variazioni più marcate nella composizione delle comunità sono attese nel Mar Egeo, nel Tirreno, nelle zone profonde dello Ionio e lungo le coste adriatiche.
Necessaria una nuova pianificazione del mare
Dallo studio emerge l’urgenza di adottare strategie di pianificazione dello spazio marittimo maggiormente orientate agli ecosistemi e capaci di integrare gli effetti del cambiamento climatico.
Le tradizionali politiche di conservazione, basate sulle distribuzioni attuali della biodiversità, potrebbero infatti rivelarsi insufficienti in un contesto ambientale in rapido mutamento.