Ascoltare prima di tutto: il ringraziamento pubblico a un’infermiera dell’oculistica del Maggiore
C’è un aspetto della sanità che spesso non compare nei numeri, nelle statistiche o nei comunicati ufficiali, ma che per chi si trova dall’altra parte del banco può fare una differenza enorme: l’ascolto. È proprio da qui che nasce il ringraziamento pubblico rivolto a un’infermiera dell’accoglienza dell’oculistica dell’ospedale Maggiore.
Durante un momento di difficoltà, la persona che ha voluto condividere questo messaggio racconta di aver trovato, prima ancora di una risposta tecnica, un’attenzione autentica. L’infermiera ha ascoltato con disponibilità le richieste, si è fermata, ha cercato di capire e ha provato ad aiutare, anche se il problema, alla fine, non è stato possibile risolverlo.
Il punto centrale non è l’esito, ma il percorso. Dal lato umano, viene sottolineato, l’infermiera “si è prodigata” e ha fatto tutto ciò che era nelle sue possibilità. Un comportamento che non viene dato per scontato e che, proprio per questo, merita di essere riconosciuto pubblicamente.
In un contesto sanitario spesso sotto pressione, fatto di attese, carichi di lavoro elevati e tensioni quotidiane, saper ascoltare diventa un gesto che va oltre il ruolo professionale. È un segnale di rispetto, di attenzione verso la persona e non solo verso la pratica o il problema da risolvere.
Il ringraziamento si chiude con parole semplici ma incisive: “Grazie, non è da tutti saper ascoltare”. Un messaggio che non punta il dito, non fa polemica, ma sceglie di valorizzare ciò che funziona, ricordando quanto l’umanità resti una componente fondamentale della cura.