Salute. Riccardi, "fase 3 dell'elisoccorso rafforza la sicurezza dei cittadini"
"L'avvio della fase 3 dell'elisoccorso regionale segna un traguardo significativo per la sicurezza dei cittadini, figlio di un lungo percorso evolutivo che ha visto, in particolare negli ultimi anni, una forte accelerazione. Il progresso tecnologico e organizzativo permette oggi di offrire standard di sicurezza avanzati, consolidando un sistema di emergenza fatto di alleanze trasversali e riconosciuto come tra i migliori a livello nazionale". Sono le considerazioni espresse oggi a Pasian di Prato dall'assessore regionale alla Salute e alla Protezione civile, Riccardo Riccardi, in occasione della presentazione della fase 3 dell'elisoccorso del Friuli Venezia Giulia, che consente operazioni speciali in orario notturno con l'uso del verricello in volo e il conseguente recupero di pazienti in aree impervie o inaccessibili all'atterraggio dell'elicottero come ambienti montani o boschivi. L'incontro si è svolto nella base Hems (Helicopter Emergency Medical Service) all'interno della zona logistica del 2° Stormo dell'Aeronautica Militare, con gli interventi - tra gli altri - della direttrice dell'elisoccorso regionale Alessandra Spasiano, del presidente nazionale del Soccorso alpino Maurizio Dellantonio e dell'amministratore delegato di Elifriulia Fernando Gallardo Donoso. Presente anche il direttore generale dell'Azienda sanitaria universitaria del Friuli centrale Denis Caporale.
Riccardi ha messo in risalto l'importanza di superare le resistenze al cambiamento attraverso modelli organizzativi innovativi e investimenti tecnologici, sostenendo l'efficienza di un sistema capace di unire diverse "divise" sotto un unico obiettivo più alto: la vita delle persone. "Donne e uomini che hanno deciso di dedicare le loro competenze, le loro passioni per raggiungere le migliori condizioni di sicurezza", ha ribadito l'assessore rinnovando un pensiero di gratitudine a nome dell'Amministrazione regionale. Dall'intervento dell'esponente della Giunta è inoltre emersa una riflessione profonda sulle responsabilità: chi opera in condizioni di emergenza, sia volontario che professionista, deve poterlo fare con regole più chiare. Da qui l'auspicio di "riforme legislative che tutelino, in modo diverso dalla normalità, chi opera in condizioni critiche e imprevedibili, affinché il peso delle azioni in fasi d'urgenza non scoraggi la dedizione al servizio. Il valore del capitale umano - ha concluso Riccardi - è pilastro fondamentale di una comunità resiliente e per questo va salvaguardato".
La fase 3 dell'elisoccorso, avviata lo scorso 14 marzo, rappresenta l'ultima frontiera dello sviluppo tecnologico e operativo del servizio regionale, che può contare oggi su 250 punti di approdo distribuiti in tutto il territorio (nella fase 1 erano 12), di cui 170 nelle aree montane. Di fatto, rende possibile la piena operatività tecnica per recuperi complessi in ogni condizione, grazie a nuove procedure e addestramento specifico del personale. Il servizio è attivo tutti i giorni h24, fa parte della rete dell'Emergenza-urgenza territoriale e viene attivato dalla Sores di Palmanova a integrazione del sistema di soccorso a terra con ambulanze. È coordinato dalla Centrale operativa regionale per l'emergenza urgenza territoriale (Coreut) di Palmanova, in collaborazione con il Soccorso alpino e speleologico del Fvfg (Cnsas) e l'Azienda sanitaria universitaria Friuli centrale (Asufc). Attiva anche una collaborazione con il Centro regionale trapianti per il trasporto di organi.
L'elisoccorso del Friuli Venezia Giulia svolge in media 1.200 missioni all'anno (il 40% in ambiente montano), che si articolano in tre differenti tipologie di intervento: quelli in emergenza eseguiti direttamente sulla scena dell'evento (Hems), le operazioni speciali con l'uso del verricello in ambienti ostili (Hho) e il trasporto secondario urgente dalle strutture ospedaliere "spoke" a quelle "hub" (Haa). Sono operativi due elicotteri presenti nella base Hems di Pasian di Prato, destinati esclusivamente all'elisoccorso. Il primo per il volo diurno e notturno con equipaggio completo (verricellista, medico anestesista-rianimatore, infermiere coordinatore di volo sanitario e tecnico di elisoccorso del Cnsas); il secondo per garantire i trasporti differibili tra ospedali, l'assistenza per eventi con maxi-afflusso di persone e la copertura delle due ore di fermo tecnico giornaliero del primo elicottero, a disposizione anche della Protezione civile regionale per la ricerca dei dispersi, il recupero delle persone illese, il trasporto del personale del Soccorso alpino in quota, il recupero di salme in zone impervie e la formazione del personale.