Reato di stupro. Honsell (Open), "Ue dia norme comuni sul consenso"
"Come Open Sinistra Fvg accogliamo con soddisfazione l'iniziativa del Parlamento europeo del 28 aprile scorso che chiede nuovamente, e con ampia Maggioranza, alla Commissione europea di presentare una proposta legislativa al fine di dare una definizione comune al reato di stupro, basandola sul consenso libero, informato e revocabile, in linea con gli standard internazionali imposti dalla Convenzione di Istanbul: l'intento è di demolire il muro eretto dal Consiglio dell'Unione europea che, in merito a questo tema, continua a non assumersi le proprie responsabilità, determinando uno stallo legislativo e impedendo il necessario avanzamento culturale europeo". Lo afferma in una nota il consigliere regionale di Open Sinistra Fvg, Furio Honsell. "L'ultimo tentativo per impostare uno standard comune fra tutti gli Stati dell'Unione europea - continua Honsell - è stato fatto nel 2022, quando la Commissione Ue ha provato a introdurre il reato di stupro basato sul consenso all'articolo 5 della Direttiva europea sulla lotta alla violenza contro le donne e alla violenza domestica. Purtroppo il testo definitivo, in vigore dal 13 giugno 2024, non contiene tale articolo, a causa della richiesta di stralcio da parte di vari Stati membri in seno al Consiglio".
"Nel corso degli anni vari Stati, nonostante la mancata armonizzazione europea - evidenzia l'esponente di Open -, hanno modificato le proprie legislazioni sulla base del modello 'solo sì significa sì', cercando di valorizzare al massimo il principio del consenso e dell'autodeterminazione delle donne. Nonostante ciò, la definizione del reato di stupro a livello europeo è ancora diversificata e vi sono Stati, fra i quali l'Italia, che adottano ancora modelli basati sul dissenso o sulla forza, che comportano lo spostamento del focus del processo sulla reazionedella vittima piuttosto che sul comportamento dell'autore della violenza, con il rischio della vittimizzazione secondaria". "Questo ulteriore tentativo - conclude Honsell - è dunque apprezzabile, e deve essere interpretato come un forte segnale che il Parlamento europeo vuole dare agli Stati nazionali che si erano opposti all'armonizzazione: è giunto il tempo di accogliere compatti una definizione del reato di stupro che garantisca uno standard di tutela uniforme ed elevato per tutte le cittadine dell'Unione europea".