Patrimonio e disabilità: la Regione tutela la solidità finanziaria dei piccoli Comuni
"Nel processo di transizione dei servizi legati alla disabilità dai Comuni alla Regione, per tramite delle tre Aziende sanitarie del territorio e in attuazione della legge regionale 16 del 2022, la negoziazione patrimoniale degli immobili e delle attrezzature richiede un delicato bilanciamento tra le esigenze della sanità e la solidità finanziaria dei piccoli Comuni. La Regione si impegna a mediare con le Amministrazioni locali, distinguendo tra le diverse esigenze dei centri più ridotti e delle grandi realtà urbane".
È quanto ha dichiarato oggi a Monfalcone l'assessore regionale al Patrimonio Sebastiano Callari, nel corso di una riunione con i sindaci del territorio di competenza dell'Azienda sanitaria giuliano isontina (Asugi). Al centro del dibattito la situazione inerente alle Strutture per la disabilità precedentemente gestite dal Consorzio isontino servizi integrati (Cisi). Nel suo intervento l'assessore ha rilevato che l'attuazione della legge sulla disabilità lascia aperto un importante dibattito, ovvero se i beni debbano seguire la funzione amministrativa in modo gratuito o se sia necessaria una qualche forma di compensazione patrimoniale. "A tal proposito, come stabilito nell'ultima Manovra finanziaria, la Regione si impegna a collaborare con gli enti locali durante tutto il 2026 - ha chiarito Callari - per valutare quali strutture siano realmente necessarie. Un passaggio che riteniamo essenziale per determinare l'effettiva utilità delle strutture prima di procedere con i trasferimenti definitivi".
L'assessore ha infine precisato che il trasferimento delle funzioni non comporta un venir meno della responsabilità sociale dei Comuni rispetto ai servizi sociosanitari. Al contrario, continueranno a svolgere un ruolo fondamentale di prossimità, mantenendo una funzione attiva nella rete territoriale.
ARC/PAU/gg