Nuovi insediamenti logistici, audizioni in Consiglio Fvg "disegno di legge necessario"
Tutto perfettibile e soprattutto va tenuto sotto controllo, ma la base da cui si parte è buona e sostenibile. È quanto è emerso dalle audizioni che hanno fatto capolino nella IV Commissione presieduta da Giuseppe Ghersinich (Lega), sulla localizzazione di nuovi insediamenti logistici di rilevanza comunale e regionale normati dal disegno di legge 71 che porta la firma dell'assessore Cristina Amirante. Sotto la lente, la necessità e le modalità di prevedere la nascita di infrastrutture che vadano ad implementare il sistema logistico del Friuli Venezia Giulia, a oggi basato su tre porti (Trieste, Monfalcone e Porto Nogaro) e altrettanti interporti (Trieste-Cervignano, Stazioni doganali autoportuali Gorizia-Sdag e Pordenone), piuttosto che l'ampliamento dell'esistente e la sua messa in rete. Per prima l'Autorità di sistema portuale del mare Adriatico orientale ha parlato di principi condivisibili, quali limitare il consumo di suolo e la collaborazione tra enti, che si auspica si implementerà con l'applicazione della norma. Ddl equilibrato, che porta ad una visione comune tra operatori, con la fine di una dispersione di insediamenti senza regia, per Interporto - Centro ingrosso di Pordenone. Quello di Cervignano del Friuli ha lodato il confronto che ha permesso a tutti di essere ascoltati per creare qualcosa di concreto, ovvero maggiore organizzazione e gestione del territorio. E per Trieste il provvedimento è positivo perché è necessario governare i poli logistici per una rete sostenibile e a servizio del territorio, fondamentale quindi il loro coordinamento.
Idem per Camera di Commercio Venezia Giulia Trieste Gorizia, ovvero la necessità di una rete logistica che va regolamentata, dunque obiettivo centrato. La Confederazione generale italiana dei trasporti e della logistica (Confetra Fvg), che ha parlato anche a nome di Confcommercio Fvg e ha fatto ritrovare nel suo intervento le opinioni dell'Associazione spedizionieri del porto di Trieste, ha chiesto di valutare la coerenza di nuovi insediamenti, evitando duplicazioni o conflittualità con le infrastrutture esistenti. Ciò detto, piena disponibilità ad operare nella cabina di regia dei trasporti e della logistica a supporto dell'iter decisionale che compete alla Regione attraverso il Gruppo tecnico logistica (Gtl). Decisi nuovi insediamenti, per Confetra è necessario tenere in debito conto l'accessibilità rispetto ai collegamenti stradali; la localizzazione prioritariamente nelle aree dismesse; la concretezza dei piani di investimento e di traffico dei potenziali investitori.
Le imprese ferroviarie devono essere al centro degli interventi, per FarCargo. Oltre all'obiettivo del no al consumo di suolo, positiva anche l'attenzione verso la componente energetica, con la riduzione della distanza dei cosiddetti primo e ultimo miglio, luoghi dove si creano i principali nodi di traffico e che devono avere una generazione energetica "verde". E di investimenti rivolti al ferro con una parallela razionalizzazione degli impianti (ci sono siti come Cervignano e Pordenone dove si deve investire, è stato evidenziato) ha detto anche FerMerci, che ha poi chiesto valore aggiunto a tutte le attività accessorie del settore. Confindustria Alto Adriatico si è soffermata sulla definizione di cosa va inserito nelle aree dismesse da recuperare, affinché non sia a sfavore delle aree industriali, perché anche queste ultime non abbondano, dunque va valutata bene la scelta tra area logistica e area industriale.
L'Associazione piccole e medie industrie (Confapi Fvg) condivide la necessità di fornire una disciplina organica al settore, anche alla luce del nuovo Piano di governo del territorio. Positivo l'obiettivo della riduzione del consumo di suolo e la sostenibilità ambientale e paesaggistica. Ciò premesso, i dubbi ricadono sui criteri per l'insediamento di data center, che vanno meglio specificati; il Gtl dovrebbe riferire non con cadenza biennale, ma annuale; la cabina di regia dovrebbe poter intervenire di sua spontanea volontà e non solo se interpellata; i Comuni limitrofi sono coinvolti nell'intesa di co-programmazione solo in via eventuale, mentre dovrebbero essere parte imprescindibile di detto accordo, specialmente se si tratta di Comuni di dimensioni ridotte, posto che un insediamento logistico di minimo 3 ettari ha delle ricadute inevitabili sui territori circostanti. Strategico intervenire anche per Confcooperative Fvg, a detta della quale una regia comune è fondamentale e ciò che si sta creando permetterà di portare avanti le decisioni con snellezza. Anche per Legacoop Fvg la cabina di regia è concreta e funziona. Annotazioni ascoltate dall'assessore tanto affinché i Comuni non fossero lasciati soli, quanto sulla garanzia che ci fosse qualità dell'insediamento logistico.