A4, niente aumenti dei pedaggi fino al 2029: Autostrade Alto Adriatico rinuncia anche alle royalty sui carburanti
La direttrice della A4 Venezia-Trieste è passata in pochi anni da autostrada periferica ad asse baricentrico per il traffico da e verso il Centro-Est Europa. Lo si evince dai dati comunicati da Marco Monaco, presidente del
Consiglio di amministrazione di Autostrade Alto Adriatico, durante l'audizione in I Commissione presieduta da Markus Maurmair (FdI). Oltre a tracciare un quadro ampio e dettagliato del gestore dell'arteria, Monaco ha annunciato due iniziative a favore dell'utenza: "Non aumenteremo i pedaggi fino al 2029 e abbiamo rinunciato alle nostre royalties sui carburanti delle aree di servizio". In aula per l'audizione, oltre a Monaco, anche il direttore amministrativo Giorgio Damico e quello tecnico Paolo Perco che hanno raccontato con informazioni puntuali lo stato di salute della società pubblica, nata nel 2018 su iniziativa di Friuli Venezia Giulia e Veneto e operativa dal 1 luglio 2023 al posto di Autovie Venete, che chiude i bilanci in positivo e punta al completamento della terza corsia della A4, considerata strategica per i collegamenti europei. "I numeri confermano la solidità economica nonostante il passaggio di concessione - ha spiegato Monaco -. Dopo l'utile di 32,7 milioni registrato nel 2022, il 2023 si è chiuso con 13,7 milioni, mentre il 2024 ha segnato una ripresa a 22,8 milioni. Anche il 2025 si preannuncia in attivo. A sostenere i conti è soprattutto la crescita del traffico: dal 2003 si registrano 18 milioni di transiti in più, per arrivare agli oltre 54 milioni attuali, mentre tra il 2022 e il 2024 si contano 200 milioni di chilometri percorsi in più". "Consapevoli dell'importanza del ruolo che ricopriamo in un momento cruciale come questo - ha aggiunto - negli ultimi anni abbiamo compiuto sforzi significativi. Oggi possiamo dire di non aver toccato i pedaggi dal 2018 e, grazie all'evoluzione positiva del nostro piano economico-finanziario, abbiamo la certezza che non aumenteranno fino alla fine del 2029. Abbiamo inoltre aderito alla richiesta del Mit di rivedere i prezzi dei carburanti nelle aree di servizio. Rinunciamo alle nostre royalty perché riteniamo necessario dare una mano a famiglie e imprese in questo particolare momento. Possiamo farlo perché la società non deve rendere conto a fondi, non deve massimizzare i profitti, ma deve ascoltare il territorio per perseguire la propria missione". "Per quanto riguarda il piano di ammodernamento della rete - hanno spiegato i vertici di Autostrade Alto Adriatico - vale complessivamente 1 miliardo e 895 milioni di euro fino al 2053, di cui circa 600 milioni legati al rincaro delle materie prime". Tra gli interventi principali, il completamento della terza corsia della A4 nel tratto tra San Donà di Piave e Villesse e un ampio programma di manutenzioni straordinarie da 370 milioni per la ricostruzione di 35 tra ponti e cavalcavi, con un totale di 126 milioni investiti negli ultimi tre anni. "La terza corsia - hanno aggiunto i dirigenti di Austrade AA - è un'opera da circa 2 miliardi di euro finanziata quasi interamente con i pedaggi, senza contributi statali rilevanti. Nonostante i rallentamenti legati alla burocrazia e al cambio di concessione, sono già stati completati 76 chilometri, tra A4 e A34, con la realizzazione di ponti, viadotti, sottopassi e barriere antirumore. Restano da realizzare i tratti più complessi, tra cui i 25 chilometri tra San Donà e Portogruaro, per un valore di 870 milioni di euro e conclusione prevista nel 2031, e i 12 chilometri tra Palmanova e Villesse".
I risultati si riflettono anche sulla qualità della circolazione. "Il 2025 - hanno ribadito i tecnici della concessionaria autostradale - ha segnato il record storico con oltre 54 milioni di transiti, quasi un terzo dei quali costituito da mezzi pesanti, confermando la A4 come corridoio strategico tra Italia e Centro-Est Europa. Allo stesso tempo migliorano sicurezza e fluidità: il tasso di incidentalità è sceso da 11,4 a 4,9 incidenti ogni 100 milioni di chilometri percorsi, al di sotto della media nazionale, mentre le ore di coda estive si sono ridotte da 225 nel 2019 a 129 nel 2025. Determinante anche il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia, che nel 2024 ha approvato un aumento di capitale fino a 105 milioni di euro, di cui 95 versati direttamente, permettendo alla società di rafforzare la propria struttura finanziaria e di chiudere nel 2025 le principali linee di credito. Accanto agli investimenti sulla rete, sono stati avviati interventi per migliorare i collegamenti con la Slovenia e collaborazioni con porto, aeroporto e sistema turistico regionale". Guardando al territorio, sono molteplici le collaborazioni avviate da Autostrade Alto Adriatico: con PromoTurismo Fvg per valorizzare nelle aree di servizio il marchio Io Sono Fvg; con Trieste Airport con cui è stato sottoscritto un accordo per agevolare il flusso di utenti da e verso lo scalo, anche alla luce della crescita dei turisti (è stata aggiunta una porta reversibile al casello di Redipuglia ed è prevista un'ulteriore apertura); con l'Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale per la digitalizzazione dei flussi di traffico da e verso il Porto di Trieste e, non ultima, con Fvg Strade per la gestione dei flussi veicolari e lo sviluppo progettuale di nuove infrastrutture al servizio dei territori.
Infine, Autostrade Alto Adriatico ha deciso di contribuire allo sviluppo della Comunità energetica rinnovabile (Cer) della Regione Fvg, individuando una superficie complessiva di circa 16 ettari, equivalente a 20 campi da calcio, idonea all'installazione di impianti fotovoltaici.
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