Primo Maggio a Trieste, Laterza: “ex Flex e salari bassi, serve una svolta industriale” (VIDEO)
Nel corso del corteo del Primo Maggio a Trieste, l’intervento di Riccardo Laterza, capogruppo Adesso Trieste in Consiglio comunale, ha richiamato l’attenzione sulla situazione della ex Flex, dove, secondo quanto dichiarato da Riccardo Laterza, ci sono ancora 320 posti di lavoro a rischio dopo anni segnati da difficoltà economiche e licenziamenti. Un passaggio indicato come emblematico delle criticità occupazionali presenti sul territorio.
Politiche industriali e futuro della città
Riccardo Laterza ha sottolineato come il tema delle politiche industriali rappresenti una priorità non più rinviabile. Secondo quanto dichiarato, Trieste non può basare il proprio sviluppo esclusivamente su turismo e servizi, ma necessita di rafforzare il proprio tessuto produttivo, puntando su attività industriali di qualità e lavoro stabile.
Salario minimo e confronto europeo
Nel corso dell’intervento, Riccardo Laterza ha evidenziato come in Italia manchi ancora una normativa sul salario minimo legale, a differenza di molti Paesi europei. Una misura che, secondo quanto affermato, consentirebbe di fissare una soglia sotto la quale non sia possibile scendere, garantendo così maggiore tutela ai lavoratori.
Le criticità anche nella pubblica amministrazione
Riccardo Laterza ha poi richiamato situazioni locali, citando il caso dei lavoratori della portineria del Comune di Trieste, descritti come impegnati con salari non adeguati. Un esempio che, secondo quanto dichiarato, dimostra come il problema riguardi anche ambiti pubblici e non solo il settore privato.
Critiche alle politiche nazionali sul lavoro
Nel suo intervento, Riccardo Laterza ha espresso una valutazione critica rispetto alle politiche nazionali, ritenendo “stucchevole e sbagliato” affrontare il tema dei salari attraverso annunci. Secondo quanto dichiarato, legare gli aumenti salariali agli incentivi alle imprese non rappresenta una soluzione efficace, mentre sarebbe necessario introdurre una soglia minima per garantire dignità a ogni lavoro.
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