Ovovia, Conti (Pd) attacca Fedriga: “Non se ne lavi le mani, stia con i triestini”
Lo scontro politico sulla Cabinovia metropolitana Trieste-Carso torna ad accendersi, con un nuovo affondo del Partito Democratico regionale contro il presidente del Friuli Venezia Giulia. Al centro, le dichiarazioni di Massimiliano Fedriga, che di fronte alle polemiche esplose sul progetto ha sostenuto che “la competenza è comunale”.
Una posizione che viene respinta con durezza dalla segretaria regionale del Pd Fvg Caterina Conti, che chiede al governatore di non defilarsi.
“Fedriga non se ne lavi le mani”: l’attacco del Pd
Secondo Conti, il presidente della Regione non può limitarsi a richiamare la competenza amministrativa del Comune per chiamarsi fuori da una questione diventata, ormai, apertamente politica.
“Il presidente Fedriga non se ne lavi le mani, abbia invece il coraggio di mettersi dalla parte dei triestini e faccia capire anche al sindaco Dipiazza che è ora di finirla”, afferma la segretaria dem, collegando direttamente la vicenda al rapporto tra Regione e amministrazione comunale.
“Cabinovia frutto di ostinazione politica”: norme, vincoli e prescrizioni
Nel mirino della dirigente Pd c’è l’impianto stesso del progetto, definito “il frutto di un’ostinata volontà politica” che non avrebbe fatto i conti con elementi ritenuti decisivi: normative, prescrizioni e vincoli.
Ma non solo. Conti inserisce nel ragionamento anche il tema del consenso: secondo la segretaria del Pd Fvg, la cabinovia non avrebbe tenuto conto “del consenso popolare”, elemento che oggi peserebbe sulla tenuta politica dell’iniziativa.
“Maggioranza che si sgretola”: la lettura politica dello stop
Un passaggio cruciale è quello che riguarda lo scenario politico attorno al progetto. Conti parla infatti di “sgretolamento della maggioranza intorno al progetto”, interpretandolo come un segnale che Fedriga sarebbe in grado di leggere perfettamente.
Ed è proprio da qui che nasce l’accusa più netta: non basta scaricare tutto sul Comune e sulla questione delle competenze per sottrarsi a quella che viene descritta come una responsabilità politica.
“Trieste è casa sua”: la richiesta di una posizione chiara
Nel comunicato del Pd viene sottolineato anche che “i tecnici faranno la loro parte”, ma viene rivendicato che, oltre agli aspetti tecnici e amministrativi, esista un piano politico che richiede una presa di posizione netta da parte del presidente della Regione.
“Trieste è casa sua e questo è un problema su cui non può evitare di prendere una posizione politica”, è la conclusione con cui Conti chiama direttamente Fedriga a esporsi, lasciando intendere che l’uscita sulla competenza comunale venga letta come un tentativo di prendere le distanze dal possibile esito del progetto.