“No alla terza guerra mondiale”: a Trieste marcia con la Flotilla contro IMEC e riarmo

“No alla terza guerra mondiale”: a Trieste marcia con la Flotilla contro IMEC e riarmo

Una mobilitazione pubblica contro la guerra, il riarmo e la militarizzazione del territorio. È quella annunciata per sabato 9 maggio 2026 a Trieste dal Comitato No IMEC e dalla Tavola Pace FVG, promotori di una manifestazione cittadina organizzata in occasione dell’81° anniversario della fine della Seconda Guerra Mondiale.

L’iniziativa prevede una marcia che partirà da Campo San Giacomo per raggiungere la Torre del Lloyd, sede dell’Autorità Portuale, attraversando simbolicamente alcuni dei luoghi più significativi della città.

Il ritrovo è fissato alle ore 10 davanti alla targa dedicata alle vittime dei bombardamenti in piazza San Giacomo.

“Non deve esserci una terza guerra mondiale”

Nel comunicato diffuso dagli organizzatori, il senso della manifestazione viene espresso con toni molto netti.

«Il 9 maggio, in occasione dell’81° anniversario della fine della Seconda Guerra Mondiale, scenderemo in piazza a rivendicare con forza che non deve essercene una terza» scrivono i promotori.

Secondo il Comitato No IMEC, il contesto internazionale attuale sarebbe caratterizzato da una crescente escalation militare che coinvolge diversi scenari geopolitici, dall’Ucraina al Medio Oriente.

Nel testo vengono citati i conflitti in Ucraina, Palestina, Libano, Yemen e le tensioni con l’Iran, descritti dagli organizzatori come elementi di un quadro globale sempre più instabile.

La manifestazione punta quindi a contestare quella che viene definita la “militarizzazione” del territorio triestino e il coinvolgimento della città in strategie geopolitiche internazionali.

Il focus sul progetto IMEC e sul ruolo di Trieste

Tra i temi principali della protesta vi è il progetto IMEC, il corridoio economico e infrastrutturale internazionale che negli ultimi mesi è entrato sempre più spesso nel dibattito geopolitico europeo e mediterraneo.

Secondo gli organizzatori, iniziative come IMEC e il progetto “3 Seas” o “Trimarium” sarebbero incompatibili con la vocazione storica di Trieste come Porto Franco Internazionale.

Nel comunicato si richiama infatti la Risoluzione 16 del Consiglio di Sicurezza e il Trattato di Pace con l’Italia come elementi centrali dell’identità internazionale del porto triestino.

I promotori della manifestazione sostengono inoltre di non voler vedere Trieste trasformata in una piattaforma logistica legata a conflitti internazionali o a strategie militari.

La partecipazione della Global Sumud Flotilla

Alla manifestazione parteciperà anche Sandra Palmesi, indicata dagli organizzatori come rappresentante per il Friuli Venezia Giulia della Global Sumud Flotilla.

Nel comunicato viene inoltre spiegato che il 9 maggio la Global Sumud Flotilla si riunirà in assemblea a Marmaris, in Turchia, per discutere il proseguimento della missione e chiedere la liberazione di Saif Abukeshek e Thiago Ávila.

Un percorso simbolico attraverso la città

La scelta del tragitto della manifestazione viene descritta dagli organizzatori come altamente simbolica.

Il corteo partirà infatti dalla targa dedicata alle vittime dei bombardamenti, memoria delle distruzioni della guerra, per arrivare alla Torre del Lloyd, sede dell’Autorità Portuale e luogo simbolicamente collegato al dibattito sul futuro strategico del porto di Trieste.

Attraverso slogan come “No IMEC”, “No riarmo”, “No militarizzazione” e “Sì pace”, il Comitato No IMEC punta così a richiamare l’attenzione pubblica sul ruolo geopolitico della città e sulle tensioni internazionali contemporanee.