25 aprile, Azione FVG U30: “Tensioni e provocazioni in diverse città, va recuperato lo spirito unitario”
I coordinatori U30 di Azione FVG intervengono sul clima che ha accompagnato le celebrazioni del 25 aprile, scegliendo di evitare polemiche dirette ma ritenendo necessario evidenziare alcune criticità emerse a livello nazionale.
“Ci eravamo ripromessi di rimanere lontano dalle polemiche sterili che ogni anno caratterizzano la Festa della Liberazione. Così sarà”, spiegano, sottolineando il rispetto per i liberatori angloamericani e italiani caduti tra il 1943 e il 1945.
Segnalazioni di tensioni in diverse città
Secondo quanto riportato nel loro intervento, diverse ricostruzioni parlano di un clima particolarmente teso in alcune città italiane come Roma, Bologna e Milano.
Episodi che, se confermati nelle sedi opportune, verrebbero letti come segnali di provocazioni, tensioni e momenti di prevaricazione, oltre la consueta dialettica politica.
Il caso di Roma e i cori contestati
A Roma, viene segnalata la presenza, all’interno di una manifestazione, di cori interpretati da un osservatore come riconducibili a posizioni filorusse o pro-Donbass. Un elemento che, secondo Azione FVG U30, rappresenterebbe una possibile contraddizione rispetto allo spirito unitario della giornata.
Gli episodi a Bologna e Milano
Riferimenti anche a Bologna, dove alcune testimonianze parlano di attriti tra partecipanti legati all’uso di bandiere ucraine e dell’Unione Europea, con contestazioni e allontanamenti.
A Milano, invece, vengono citate contestazioni nei confronti della Brigata Ebraica e presunti episodi di offese rivolte a singoli partecipanti, elementi che – se confermati – desterebbero preoccupazione.
L’aggressione segnalata
Tra gli episodi più gravi viene indicata l’aggressione a Matteo Hallissey, che secondo le prime ricostruzioni sarebbe stato colpito con spray urticante in relazione alla presenza di una bandiera ucraina. Anche in questo caso, viene ribadita la necessità di attendere conferme ufficiali.
“Mai giustificare discriminazioni”
I coordinatori U30 sottolineano come, a loro avviso, eventuali responsabilità politiche o internazionali non possano mai giustificare comportamenti discriminatori o violenti.
“La nostra posizione è chiara: mai le colpe del governo israeliano potranno essere la scusa per lasciarsi andare a discriminazioni o prevaricazioni”.
L’appello finale
Nel loro intervento emerge infine un richiamo al recupero dello spirito originario del Comitato di Liberazione Nazionale, capace di unire forze politiche diverse contro l’oppressione.
“Vanno isolati gli estremismi e i tentativi di trasformare questa festa nazionale in un teatro di polemiche”, concludono, annunciando l’impegno futuro su questo fronte.
Il comunicato è firmato dai coordinatori U30 di Azione FVG: Biagio Drago, Marco Moroso e Carlo Turchetto.