Corteo 25 aprile Trieste, Elisa Moro (AVS) “Un segnale forte per la città” (VIDEO)
Il corteo pomeridiano del 25 aprile sta attraversando le vie di Trieste con migliaia di persone in strada, trasformando il centro cittadino in uno spazio condiviso tra memoria, partecipazione e festa. In questo contesto si inserisce anche la voce di Elisa Moro, coordinatrice di Sinistra Italiana per Alleanza Verdi e Sinistra, che dal corteo sottolinea il significato della giornata.
“Era il momento di festeggiare davvero”
Nel corso dell’incontro lungo il percorso del corteo, Elisa Moro spiega chiaramente il senso della presenza in piazza: “Era ora di incominciare a festeggiare”. Secondo Moro, Trieste è una città che storicamente “commemora bene”, ma che raramente riesce a trasformare il 25 aprile in una vera festa.
La scelta di scendere in strada assume quindi un valore preciso: non solo ricordare, ma celebrare la liberazione dal nazifascismo in modo visibile e partecipato. “Oggi siamo in piazza, siamo per le strade e stiamo veramente festeggiando”, afferma, evidenziando il cambiamento nel clima cittadino.
Musica, partecipazione e un clima nuovo
Il corteo, partito da Campo San Giacomo e diretto verso piazza Unità d’Italia attraversando le principali vie cittadine, è accompagnato da musica e cori. Un’atmosfera che, secondo quanto evidenziato da Moro, segna una discontinuità rispetto al passato.
“Se guardate anche in fondo a noi, davanti c’è musica, c’è un’altra aria, c’è un’aria di festa”, osserva, descrivendo un contesto in cui la partecipazione assume anche una dimensione collettiva e culturale.
La presenza trasversale di cittadini, associazioni e realtà del territorio contribuisce a rafforzare questo clima, rendendo il corteo un momento condiviso che va oltre la semplice commemorazione.
Un messaggio politico alla città
Accanto all’aspetto festoso, la partecipazione ha anche una valenza politica. Moro sottolinea infatti che la presenza in piazza rappresenta “un segnale”, rivolto direttamente alla città.
“Il nostro è un segnale sia di festa ma soprattutto politico a questa città per far cambiare le cose”, dichiara, collegando la memoria della Liberazione alla necessità di un impegno contemporaneo.
In una giornata che si sviluppa tra la cerimonia ufficiale alla Risiera di San Sabba e le manifestazioni diffuse sul territorio, il corteo pomeridiano si configura così come un momento di sintesi tra memoria storica e partecipazione attiva.
Trieste tra memoria e presente
Il passaggio del corteo sta comportando inevitabili rallentamenti al traffico lungo il percorso, ma allo stesso tempo restituisce l’immagine di una città mobilitata.
Tra cori come “Bella ciao”, musica e partecipazione diffusa, Trieste vive una giornata intensa, in cui il ricordo della Liberazione si intreccia con una nuova modalità di viverla: non solo commemorazione, ma anche festa condivisa.
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