Teatro Verdi, da venerdì Macbeth

Teatro Verdi, da venerdì Macbeth
Dal 27 gennaio al 5 febbraio 2023
 
MACBETH
 
Musica di GIUSEPPE VERDI
 
Melodramma in quattro parti su libretto di Francesco Maria Piave da Shakespeare
 
 
Ed. musicali: E. F. Kalmus & Co., New York
 
 
Maestro Concertatore e Direttore FABRIZIO MARIA CARMINATI
 
Regia HENNING BROCKHAUS
 
Scene JOSEF SVOBODA
 
Ricostruzione dell’allestimento scenico BENITO LEONORI
 
Costumi NANÀ CECCHI
 
Coreografie VALENTINA ESCOBAR
 
Maestro del Coro PAOLO LONGO
 
ALLESTIMENTO IN COPRODUZIONE TRA FONDAZIONE PERGOLESI SPONTINI DI JESI E FONDAZIONE TEATRO LIRICO GIUSEPPE VERDI DI TRIESTE
 
 
ORCHESTRA, CORO E TECNICI DELLA FONDAZIONE TEATRO LIRICO GIUSEPPE VERDI DI TRIESTE
 
 
 
Personaggi e interpreti
 
 
Macbeth
 
GIOVANNI MEONI (27, 29/I - 3, 5/II)
 
LEON KIM (28/I – 4/II)
 
 
Lady Macbeth
 
SILVIA DALLA BENETTA (27, 29/I - 3, 5/II)
 
GABRIELLE MOUHLEN (28/I – 4/II)
 
 
Macduff
 
ANTONIO POLI (27, 29/I - 3, 5/II)
 
RICCARDO RADOS (28/I – 4/II)
 
 
Banco
 
DARIO RUSSO (27, 29/I - 3, 5/II)
 
CRISTIAN SAITTA (28/I – 4/II)
 
 
Dama di Lady Macbeth CINZIA CHIARINI
 
Malcolm GIANLUCA SORRENTINO
 
Medico  FRANCESCO MUSINU
 
Domestico di Macbeth/Apparizione DAMIANO LOCATELLI
 
Sicario/Apparizione GIULIANO PELIZON
 
Araldo FRANCESCO PACCORINI
 
Apparizioni ISABELLA BISACCHI, MARIA VITTORIA CAPALDO, SOFIA CELLA, CRISANTHI NARAIN
 
 
 
Con la partecipazione del Coro I Piccoli Cantori della Città di Trieste diretti dal M° Cristina Semeraro
 
 
 
Torna a Trieste dopo dieci anni lo storico allestimento di Macbeth del celebrato regista tedesco Henning Brockhaus, oggi vero classico della regia operistica non affidato ad assistenti, bensì allo stesso Brockhaus al lavoro in città da settimane. Dunque la versione ancora più matura e ponderata di un grande progetto drammaturgico nella terra del suo mentore, Giorgio Strehler, al fianco di Fabrizio Maria Carminati sul podio e di un cast italiano ed internazionale che unisce interpreti di provata esperienza a giovani leve nell’ormai consolidato stile del Verdi di Trieste
 
 
Titolo assai popolare a Trieste dal 1848 al 1873, Macbeth è rimasto poi ineseguito per quasi cento anni e nel Novecento ha visto solo tre allestimenti al Verdi. Spiccano dunque i due allestimenti ravvicinati degli anni 2000, nel 2005 con il regista belga Van Hoecke, poi nel 2013 e nella ripresa odierna, con un grande maestro novecentesco della drammaturgia, il tedesco Henning Brockhaus, legato idealmente al territorio giuliano per aver trascorso la parte iniziale della sua importante carriera internazionale a fianco di Giorgio Strehler, al Piccolo di Milano, in Scala e nel mondo.
 
E se il teatro d’opera oggi è non solo rilettura vivente di grande repertorio musicale, ma anche specchio della storia dell’interpretazione registica, questo Macbeth è, soprattutto per gli appassionati più giovani, appuntamento imperdibile in quanto vero masterpiece di un’imprescindibile filosofia interpretativa che ha segnato profondamente il secondo Novecento: la sua trentennale vita su palchi di grande pregio, a partire dall’Opera di Roma nel ’95, dimostra infatti che ancora oggi le intuizioni di questo spettacolo eminentemente artigianale sono davvero grandi momenti di altissima scuola. Un mondo violento ed illogico, usurato dalla brama di potere, con guerrieri zombies, inconsapevolmente morti, mossi solo dal desiderio di nuocere e giochi di luce sui veli, proiezioni, trasparenze, specchi animati dai proiettori: una vera antologia di quelle soluzioni visuali ancora considerate innovative ed al centro dell’arte teatrale nel mondo.
 
L’intero gruppo produttivo vede poi al lavoro nomi di altissima qualità, come la coreografa, ex attrice di Strehler, Valentina Escobar, la pluripremiata - anche a Hollywood - costumista per teatro, cinema e tv Nanà Cecchi, senza dimenticare le scene, magistralmente ricostruite da Benito Leonori, ex assistente di Brockhaus, di uno dei più grandi e geniali protagonisti del rinnovamento scenografico del secondo dopoguerra, il ceco Josef Svoboda.
 
Fabrizio Maria Carminati, nome ben noto a Trieste e con una capillare conoscenza delle masse artistiche del Verdi, dirige un cast nel quale spiccano voci di sicuro esito come il soprano veneziano Silvia dalla Benetta, già Lady Macbeth con Gelmetti e Roberto Abbado, l’olandese Gabrielle Mouhlen, scoperta di Riccardo Muti proprio per i ruoli verdiani drammatici, mentre per Macbeth si alterneranno sul palco il celebrato baritono Giovanni Meoni, voce che dopo un esordio belcantistico ha trovato nella maturità verdiana la sua più alta espressione, ed il giovane ma già stimato coreano Leon Kim, presenza importante di questa stagione. Macduff vedrà protagonisti sia un’eccellenza uscita dal Tartini di Trieste, il tenore Riccardo Rados, oggi scelto al fianco di assolute star internazionali come Jonas Kaufmann e Anna Netrebko, sia il giovane Antonio Poli, voce di riferimento per bacchette come Pappano e Muti. Il versatile ed affermato Dario Russo darà voce a Banco in staffetta con il giovane basso rumeno Cristian Saitta, già noto al pubblico giuliano per le esecuzioni dell’inedito di Respighi Al Mulino e per la prima mondiale dell’opera di Piovani Amorosa Presenza nel ’22.
 
A Trieste nel 2013 Henning Brockhaus, parlando del confronto con Shakespeare in una città nota per il legame profondo con la cultura e la lingua anglosassone, diceva ad Operaclick: “Per interpretare il Macbeth di Verdi devi entrare nel testo musicale, perché Verdi, come Mozart, non sbaglia mai. Bisogna affrontare la partitura come un archeologo, nota per nota e da musicista diplomato in clarinetto, pianista per passione e con studi di composizione alle spalle, la partitura per me è la guida, non il libretto. La musica è un’arte assurda, astratta e surreale che non è ancora stata scoperta fino in fondo. La musica è un linguaggio astratto che però interpreta i nostri affetti, come il linguaggio onirico o mitologico, ed è per questo che ritengo che il linguaggio realistico non sia adatto alla musica e quindi all’opera”. Come avrà maturato e sviluppato le sue idee, intuizioni e riflessioni in questi dieci anni il Maestro novecentesco all’atto di rimaneggiare un suo lavoro così apicale per la storia del teatro contemporaneo? La risposta sul palco del Verdi dal 27 gennaio attende il pubblico.
 
 
 
 
A Venerdì 27 GENNAIO 2023 ore 20.30 
 
C Sabato 28 GENNAIO 2023 ore 20.30
 
D Domenica 29 GENNAIO 2023 ore 16.00
 
B Venerdì 3 FEBBRAIO 2023 ore 20.30 
 
S Sabato 4 FEBBRAIO 2023 ore 16.00
 
E Domenica 5 FEBBRAIO 2023 ore 16.00