Martedì a Udine presidio a favore di migranti e accoglienza: «Migranti non sono untori»

Martedì a Udine presidio a favore di migranti e accoglienza: «Migranti non sono untori»

Pubblichiamo  da Ospiti in arrivo

Ospiti in Arrivo martedì 11 agosto a partire dalle 17:30 organizza un presidio aperto a tutte le cittadine, tutti i cittadini e tutte le associazioni nel piazzale antistante la Prefettura di Udine in Via Piave 16. Chiediamo conto alle istituzioni della situazione che si è venuta a creare all'ex-caserma Cavarzerani: perché non sono state aperte strutture ricettive separate per l'isolamento fiduciario dopo il decreto del 17 marzo, ormai più di quattro mesi fa, che impone l'isolamento a chi proviene dai Balcani? Perché si è deciso per la concentrazione di massa nella Cavarzerani?
 
Vogliamo esprimere la nostra solidarietà alle persone chiuse nell'ex-caserma e pretendere il cambiamento di questo sistema disumano di gestione del fenomeno migratorio, fatto di muri, fili spinati, telecamere, polizia, esercito, violenze, torture, respingimenti e strutture concentrazionarie.
 
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All'ex-caserma Cavarzerani è iniziato il terzo lockdown. Il primo era iniziato a marzo; il secondo è scattato circa due settimane fa, perché sono stati riscontrati tre casi positivi all'interno del camp; il terzo è iniziato questa settimana, perché un'altra persona è risultata positiva al test. Nel frattempo le persone rinchiuse nel camp sono diventate 500, superando il limite massimo di capienza.
 
È successo perché i nuovi arrivi, invece che essere tenuti in isolamento in spazi appositi e separati come disposto dal Ministero della Salute, sono stati tenuti all'interno della Cavarzerani nonostante anche l'Azienda Sanitaria si fosse dichiarata contraria per ragioni mediche: la zona è infatti separata dal resto della struttura soltanto da una rete metallica. Ciononostante, a differenza di ciò che riporta la stampa, sono piccolissimi numeri (solo 4 casi) che non segnano certo una nuova emergenza Covid né designano i migranti come untori, anche perché i positivi vengono trasferiti in altri luoghi appena arriva la conferma del risultato.
 
Sebbene il sistema italiano di accoglienza dei migranti sia lontano dall'essere equo, queste strutture sono state pensate per essere luoghi di prima accoglienza, non delle strutture concentrazionarie in cui le persone passano mesi e anni stipate aspettando la risposta della Commissione e che possono diventare delle prigioni e dei focolai di contagio per la volontà o l'incompetenza delle istituzioni.
 
Le persone migranti che arrivano in Italia, che scappino da qualcosa o che inseguano una vita migliore, hanno vissuto anni in viaggio, hanno passato l'inferno della rotta mediterranea o della rotta balcanica con le loro torture e i loro respingimenti, e quando riescono ad arrivare in Europa l'accoglienza che riserviamo loro non può avere la forma di una prigione.