“Il Gioco di Ruolo – Il Musical” arriva al Miela: giovani talenti triestini pronti a sorprendere il pubblico (VIDEO)
Il Teatro Miela si prepara ad accogliere “Il Gioco di Ruolo – Il Musical”, spettacolo originale realizzato da giovani artisti triestini che punta a unire teatro, satira, comicità e riflessione sociale. Nel corso della trasmissione condotta da Luca Marsi, il regista Simone Starc e l’attrice Ilaria Marzolla hanno raccontato la nascita del progetto, soffermandosi sul lavoro creativo dietro uno spettacolo che affronta temi delicati attraverso il linguaggio del musical.
Secondo quanto spiegato durante l’intervista, lo spettacolo andrà in scena domenica 24 maggio alle 18.30 al Teatro Miela e rappresenta il risultato di un lungo percorso artistico costruito dalla compagnia Trieste Musical Company.
La trasformazione da prosa a musical
Simone Starc ha spiegato che il progetto nasce inizialmente come opera di prosa, successivamente trasformata in un vero e proprio musical grazie al lavoro svolto insieme all’autore Michele Amodeo e al direttore musicale Davide Coppola. Il regista ha sottolineato la complessità di unire recitazione e musica in un’unica struttura narrativa coerente.
Nel corso dell’incontro, Starc ha evidenziato come nel musical le canzoni non siano semplici inserti ma rappresentino un’estensione emotiva della recitazione stessa. Secondo il regista, i momenti musicali diventano infatti “un’intensificazione” delle emozioni dei personaggi.
Grande attenzione è stata dedicata anche al lavoro musicale originale. Le musiche dello spettacolo sono infatti state composte appositamente per il progetto, elemento che contribuisce a rendere il musical un prodotto completamente inedito.
Una storia ambientata in un futuro alternativo
Nel corso della trasmissione è stata raccontata anche parte della trama dello spettacolo. “Il Gioco di Ruolo – Il Musical” è ambientato in un futuro alternativo dove, a seguito di un virus di laboratorio, i rapporti di forza tra maggioranza e minoranza si ribaltano completamente.
Secondo quanto spiegato da Simone Starc, all’interno di questa nuova società la comunità LGBTQ+ diventa maggioranza, mentre le persone eterosessuali finiscono discriminate da un partito estremista chiamato “Caschi Rosa”.
Da qui prende forma la vicenda dei quattro protagonisti, coinvolti in un intreccio di relazioni, menzogne e strategie personali che ruotano attorno alla necessità di nascondere la propria identità per sopravvivere socialmente e lavorativamente.
Il personaggio di Erika tra ambizione e fragilità
L’attrice Ilaria Marzolla ha raccontato il personaggio di Erika, definendola una donna ambiziosa e determinata, alla ricerca di una promozione lavorativa ma costretta a vivere nascondendo la propria identità sentimentale.
Nel corso dell’intervista, Marzolla ha spiegato come Erika rappresenti uno dei personaggi più complessi dello spettacolo, sospesa continuamente tra manipolazione, fragilità e bisogno di essere accettata. Secondo l’attrice, il personaggio “mostra una maschera” per poter sopravvivere in una società discriminatoria.
L’attrice ha inoltre sottolineato come durante lo sviluppo della trama emerga progressivamente la componente più fragile e umana del personaggio, portando il pubblico a interrogarsi sui temi dell’identità e dell’autenticità personale.
Comicità e satira per affrontare temi delicati
Uno degli aspetti centrali emersi durante il confronto riguarda l’utilizzo della comicità per affrontare argomenti complessi come discriminazione, identità e inclusione. Simone Starc ha definito “fondamentale” usare ironia e satira per stimolare una riflessione nel pubblico.
Secondo il regista, la comicità riesce spesso ad arrivare a più persone rispetto al dramma tradizionale, permettendo di affrontare temi sociali delicati in maniera più immediata e accessibile.
Nel corso della trasmissione è stato ricordato anche come lo spettacolo arrivi a ridosso della giornata internazionale contro l’omolesbobitransfobia e dell’avvicinarsi del mese del Pride, elemento che conferisce ulteriore attualità ai temi trattati.
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