Vice-sindaco: “Ho il soggiorno diventato una sartoria”: il lato nascosto del carnevale di Muggia (VIDEO)

Vice-sindaco: “Ho il soggiorno diventato una sartoria”: il lato nascosto del carnevale di Muggia (VIDEO)

Il carnevale di Muggia, secondo quanto spiegato in diretta da Nicola Delconte, non può essere ridotto alle sole serate musicali. Il vicesindaco insiste su un concetto identitario: il carnevale è mesi di lavoro, è stare in capannone, è preparazione quotidiana, è comunità che si organizza e vive la festa molto prima che inizi la musica in piazza.

“Il mio soggiorno è una sartoria”: il racconto personale che diventa fotografia collettiva
Delconte porta un esempio diretto: racconta di avere il soggiorno trasformato in sartoria, come tante altre persone a Muggia. Questo passaggio serve a spiegare che il carnevale è fatto da cittadini che investono tempo, spazi e passione, non soltanto da chi arriva la sera per partecipare alla festa. È una dimensione domestica e artigianale che, nelle sue parole, rappresenta il cuore dell’evento.

La tutela dei residenti: “ci sono 763 persone che vivono lì”
Nel suo intervento, Delconte richiama anche la condizione di chi vive stabilmente nel centro storico. Parla di 763 residenti nell’area interessata e sottolinea che non tutti partecipano alla festa, ma ne subiscono le conseguenze. Il riferimento è a situazioni di disagio e a comportamenti poco rispettosi che, nel tempo, hanno segnato alcune notti del carnevale.

Il diritto a “fare festa in santa pace”
La misura del QR code e del contributo all’accesso viene inserita anche in questo quadro: difendere il diritto dei muggesani a vivere la festa in tranquillità. Delconte racconta un episodio riportato in diretta, quello di due ragazze che gli avrebbero detto che forse quest’anno riusciranno a tornare a casa tranquille. Il tema non è solo ordine pubblico, ma qualità della vita durante i giorni della manifestazione.

Una festa da preservare, non da subire
Nel suo discorso, il carnevale appare come un patrimonio collettivo che rischia di essere messo in discussione se non si trovano strumenti per gestire le situazioni critiche. L’obiettivo dichiarato è evitare che pochi comportamenti compromettano un evento che coinvolge famiglie, gruppi, tradizioni e una parte importante dell’identità locale.

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