Vannacci a Sanremo con la moglie, 'i biglietti offerti da un amico'
"Se il presidente del Consiglio ha i biglietti offerti o è invitato ben venga, se no li compra. I miei biglietti sono stati gentilmente offerti da un amico". Roberto Vannacci è tornato a Sanremo, accompagnato dalla moglie, per assistere al festival ed è stato intercettato dall'inviato di Corriere Tv. "Un ritorno a Sanremo per la seconda volta, stavolta oltre a essere uno scrittore di successo, un generale, un vicesegretario della Lega, un eurodeputato, sono anche il presidente di un nuovo partito", spiega. "Sanremo è una fetta del paese, un festival tradizionale, identitario di musica italiana e per questo mi piace, rappresenta una fetta della società e della tradizione". Quanto al caso Pucci o alle interferenze della politica, "eviterei - afferma nell'intervista - di inserire la politica nel canto, nella cultura, nello sport, in tutti i settori in cui non c'entra nulla". Quanto alla legge elettorale, "non mi preoccupa, noi cavalchiamo con qualsiasi legge: mi dispiace che non ci siano le preferenze, perché la preferenza consente al popolo di esprimersi, permette l'espressione della sovranità popolare che invece questi partiti, un po' come fa l'Europa, stanno rosicchiando agli elettori, cosa che non è corretta. E forse l'astensionismo al 52% è dovuto anche al fatto che l'elettore non si può scegliere chi lo rappresenta il Parlamento", risponde. La soglia di sbarramento? "Non mi preoccupa, se le regole sono uguali per tutti la competizione è corretta". Quanto alle alleanze, "il mio partito è di una destra pura, orgogliosa, che non si vergogna di fare la destra, siamo interlocutori naturali del centrodestra, però le alleanze si fanno prima delle elezioni, vedremo. Mi piacerebbe una destra meno slavata, meno sbiadita, meno timorosa, più coraggiosa, caratteristiche che Meloni probabilmente ha", afferma Vannacci nell'intervista. (ANSA). MAJ ANSA