“Migliaia di messaggi mi hanno commosso”: Dipiazza festeggia 73 anni tra affetto e bronchite (VIDEO)

“Migliaia di messaggi mi hanno commosso”: Dipiazza festeggia 73 anni tra affetto e bronchite (VIDEO)

A Trieste il compleanno del sindaco Roberto Dipiazza si è trasformato in un’ondata di affetto popolare che ha superato i confini istituzionali. Migliaia di messaggi, auguri, attestati di stima ed entusiasmo hanno accompagnato la giornata, creando un clima emotivo che lo stesso primo cittadino ha definito tra i più intensi mai vissuti. Le parole pronunciate pubblicamente raccontano un momento personale diventato improvvisamente collettivo, con la città protagonista accanto al suo sindaco.

“Sono diventato sindaco a 43 anni, ne ho 73 e sono ancora qui”
Dipiazza ha ripercorso con tono diretto la propria storia amministrativa, ricordando di essere diventato sindaco a 43 anni e di aver raggiunto oggi i 73, ancora alla guida della città. Un passaggio che unisce esperienza, continuità e legame con il territorio. Il passaggio più significativo è però legato all’emozione personale: “Ieri avevo il groppo in gola”, ha raccontato, spiegando come la quantità e il contenuto dei messaggi ricevuti lo abbiano colpito profondamente. Non solo triestini, ma persone anche da fuori città, a dimostrazione di una figura che nel tempo ha costruito un rapporto diretto con la comunità.

Una pausa in montagna e l’ironia sulla salute
Nel racconto trova spazio anche una parentesi personale: qualche giorno di ferie in montagna, in una località sopra Badminton, tra neve e vasche termali con acqua a 37 gradi. Un momento di pausa che si è concluso con una nota ironica: “Mi sono preso anche una bella bronchite, ma va bene lo stesso”. Una frase che alleggerisce il tono e restituisce l’immagine di un sindaco capace di alternare emozione e leggerezza, anche nel giorno dedicato ai festeggiamenti.

Un legame che va oltre la ricorrenza
Il compleanno diventa così il pretesto per raccontare un rapporto tra amministratore e cittadini che si fonda su presenza costante, riconoscibilità e contatto diretto. L’emozione dichiarata pubblicamente segna uno dei momenti più personali del suo percorso istituzionale, trasformando una ricorrenza privata in un episodio simbolico per la città.

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