Magic rubate per 100mila euro, la partita finisce a Trieste: “trovate nel bagagliaio”
Nel rispetto dei diritti delle persone indagate e della presunzione di innocenza, per quanto risulta allo stato, salvo ulteriori approfondimenti e in attesa del giudizio, si comunica quanto segue.
Lo scorso 22 aprile, la Polizia di Stato ha denunciato in stato di libertà tre cittadini italiani poiché responsabili del reato di ricettazione.
Nello specifico, nel giugno 2025, nella città di Milano, un collezionista subiva da parte di ignoti il furto di numerose carte da gioco da collezione “Magic”, per un valore complessivo stimato di circa 100.000 euro.
Successivamente un altro soggetto veniva in possesso delle carte al fine di rimetterle in commercio.
L’attività info-investigativa, condotta dal personale della Polizia Giudiziaria del Commissariato di Villa Opicina, consentiva di individuare il soggetto in possesso della refurtiva e di sottoporlo a costante monitoraggio da parte degli operatori.
Dagli accertamenti emergeva che, nella giornata del 22 aprile, il predetto soggetto si sarebbe recato, unitamente ad altri complici, a Trieste per immettere nel circuito illecito le carte da collezione oggetto del furto.
Grazie all’azione sinergica e al coordinamento operativo tra la Squadra di PG del Commissariato di Villa Opicina e il personale del Commissariato di Duino Aurisina, che seguivano ininterrottamente gli spostamenti fino al territorio triestino, nella medesima giornata, si procedeva al controllo di tre soggetti, tutti di nazionalità italiana, intercettati mentre viaggiavano a bordo di un’autovettura, all’interno della quale veniva rinvenuta gran parte della refurtiva.
Il medesimo giorno, il collezionista milanese legittimo proprietario delle carte, contattato dai poliziotti, raggiungeva il capoluogo giuliano dove dopo gli atti di rito gli veniva riconsegnata la merce.
Si precisa che il procedimento penale nei confronti degli indagati pende ancora nella fase preliminare e che la loro responsabilità effettiva sarà vagliata nel corso del successivo processo e che non verranno fornite le generalità degli indagati né elementi per la loro identificazione.