I dati 2025 dei porti di Trieste e Monfalcone: oltre 64 milioni di tonnellate movimentate
In un contesto internazionale ancora segnato da tensioni geopolitiche e da una forte volatilità dei traffici, il sistema portuale dell’Adriatico Orientale conferma nel 2025 la solidità del proprio ruolo come piattaforma energetica e logistica dell’Europa centro-orientale.
Nel loro insieme, i porti di Trieste e Monfalcone archiviano l’anno con una movimentazione complessiva che supera i 64 milioni di tonnellate.
Guardando allo scalo giuliano, la movimentazione complessiva resta sostanzialmente stabile rispetto al 2024, attestandosi a circa 60 milioni di tonnellate (+0,72%).
Le rinfuse liquide raggiungono 43.057.201 tonnellate (+4,35%), trainate dal greggio sbarcato al terminal marino SIOT, che sale a 41.971.782 tonnellate (+4,41%), confermando il ruolo strategico dell’infrastruttura per il sistema energetico dell’Europa centrale. L’aumento è dovuto in larga parte alla maggiore domanda di approvvigionamento petrolifero della Repubblica Ceca a seguito dell’interruzione nel 2025 delle forniture tramite l’oleodotto russo Druzhba, per garantire la sicurezza energetica del Paese.
Con 681.733 TEU, il settore container chiude il 2025 con una flessione del –19,05%, risentendo di una marcata contrazione dei traffici avviatasi dal secondo semestre dell’anno e legata alla rimodulazione dei servizi dopo la cessazione dell’alleanza 2M.
In questo quadro emerge però un dato chiave: il calo è concentrato quasi interamente sul trasbordo, che scende a 144.803 TEU (–52,81%), mentre i flussi di hinterland restano stabili a 536.930 TEU (+0,30%). All’interno di questa componente crescono i container pieni, che raggiungono quota 405.015 (+4,90%).
“La riduzione che vediamo nei volumi di container è in larga parte attribuibile al forte calo del transhipment, che si dimezza rispetto all’anno precedente – spiega il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale, Marco Consalvo. Al contrario, il traffico di hinterland, cioè quello legato ai mercati europei di destinazione, resta stabile e i container pieni crescono. Questo andamento, pur in presenza di un dato complessivo negativo, conferma la natura di Trieste come porto gateway, orientato ai flussi reali di import-export e non al puro trasbordo. Il calo dei TEU non segnala quindi una perdita di competitività, ma una selezione qualitativa dei traffici, con più merci direttamente connesse all’economia produttiva europea”.
Da rilevare anche che tra la fine di dicembre e i primi mesi del 2026 sono in arrivo al Terminal Container del Molo Settimo cinque portacontainer MSC del servizio Dragon in modalità spot, con unità da 15 a 19 mila TEU.
Un segnale molto positivo arriva dal segmento delle autostrade del mare: nel 2025 le unità Ro-Ro transitate raggiungono quota 317.296 (+7,42%), anche grazie all’attivazione di nuove linee marittime con la Turchia, confermando il ruolo di Trieste come hub di riferimento per i rotabili tra Mediterraneo ed Europa centrale.
Le merci varie si attestano a 16.821.959 tonnellate (–7,46%), a fronte di una generale riorganizzazione dei traffici industriali, mentre le rinfuse solide raggiungono 112.240 tonnellate (–7,28%), con l’eccezione dei cereali che crescono a 79.042 tonnellate (+4,93%), segno dell’interesse dell’industria alimentare per lo scalo triestino.
Sul fronte ferroviario, il sistema portuale e retroportuale di Trieste e Monfalcone movimenta complessivamente 11.600 treni (+3,85%), un risultato positivo ottenuto nonostante i lavori di potenziamento all’interno del porto e la chiusura per lavori del tunnel dei Tauri, che ha causato routing più lunghi e la cancellazione di almeno il 7-9% dei treni ordinari. Nel dettaglio, Trieste registra 7.939 treni (+1,65%), con la Germania che si conferma primo partner commerciale con il 32% del traffico ferroviario, seguita da Austria (19%) e Ungheria (13%), mentre tra le principali destinazioni spicca Budapest con il 12% del totale, davanti a Colonia e Duisburg.
Per il segmento crocieristico, l’attività gestita da Trieste Terminal Passeggeri si attesta a 425.879 presenze totali (–15,63%).
Per quanto riguarda Monfalcone, il 2025 registra una crescita a doppia cifra in tutti i comparti. Con oltre 4 milioni di tonnellate movimentate (+19,38%), lo scalo isontino non solo accelera rispetto al 2024, ma torna sui livelli del biennio record 2016-2017, quando i volumi avevano superato i 4,63 milioni di tonnellate. La dinamica è diffusa a tutte le categorie merceologiche ed è trainata in particolare dalle rinfuse solide, che raggiungono 3.488.596 tonnellate (+21,92%). Le merci varie salgono a 791.704 tonnellate (+9,32%), mentre il comparto dei veicoli commerciali cresce a 103.397 mezzi (+19,23%). Anche la componente ferroviaria, con 2.239 treni (+21,16%), sostiene l’accelerazione dello scalo, rafforzando l’integrazione di Monfalcone con i nodi logistici regionali.
“Nel loro insieme – conclude Consalvo – i dati del 2025 mostrano un sistema portuale in equilibrio dinamico: Monfalcone accelera con forza, mentre Trieste riduce il peso del puro transito e rafforza la propria funzione di piattaforma energetica e di porta d’accesso marittima dell’Europa centrale. I flussi risultano sempre più connessi all’economia reale dei territori serviti e a un sistema produttivo orientato allo sviluppo del lavoro portuale e ad attività a più alto valore aggiunto”.