Presentato lo studio di fattibilità per una "Euroregione Adriatico-Carsica", ecco di cosa si tratta
Definire opportunità di sviluppo e rafforzamento della rete delle associazioni imprenditoriali all'interno della macroarea transfrontaliera adriatico-carsica intesa come mercato unico da essere, in prospettiva, allargabile alle regioni di frontiera tra Slovenia e Austria. Se n'è parlato questa mattina in Camera di commercio dove Confartigianato Trieste e Gorizia hanno presentato lo Studio di fattibilità. In sostanza si ragiona su una potenziale Euroregione adriatico-carsica inizialmente costituita da 2 province italiane, 3 regioni statistiche slovene e 2 contee croate dunque da 133 Comuni. Quali sarebbero le opportunità? Attraverso la cooperazione tra associazioni imprenditoriali dell'area transfrontaliera e la raccolta di dati omogenei sulle imprese che operano nell'intero contesto geografico, sarà possibile costruire un sistema economico integrato caratterizzato da un'offerta di mercato unica e coordinata che possa impattare all'intero della macroarea transfrontaliera identificando e aggiornando continuamente i dati relativi alle problematiche che si creano dalle differenze esistenti tra sistemi giuridici, economici, fiscali, burocratici, amministrativi, del costo del lavoro, accesso al credito, incentivi.
Lo studio si articola in quattro parti: definizione del contesto geografico e demografico, descrizione del contesto storico, studio del contesto giuridico ed economico, determinzione delle potenzialità derivanti dall'aggregazione di sistemi transfrontalieri e dalla formazione di un'offerta unica per i mercati internazionali. Nel dettaglio le potenzialità riguardano l'integrazione dei Porti del Nord Adriatico e potenziamento ulteriore delle infrastrutture di collegamento con le grandi reti europee dei trasporti ed i Balcani; la creazione di una valley transfrontaliera dell'innovazione, il potenziamento ed integrazione delle reti infrastrutturali energetiche e cibernetiche, lo sviluppo di un'offerta integrata turistica, artigianale e dell'accoglienza, il rafforzamento ed ulteriore sviluppo di un mercato ittico comune ed infine l'integrazione delle associazioni imprenditoriali e dei sistemi di raccolta e gestione dati.