Dopo la donazione di sangue, buono da 5 euro ma colazione ‘a scelta obbligata’: polemica in Fvg

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Dopo la donazione di sangue, buono da 5 euro ma colazione ‘a scelta obbligata’: polemica in Fvg

Un gesto di solidarietà, una prassi consolidata e poi la sorpresa al banco del bar. È la storia raccontata da un lettore del Friuli Venezia Giulia che segnala quanto accaduto dopo una donazione di sangue (non a Trieste ndr.), sollevando un tema che sta facendo discutere: l’utilizzo del buono colazione consegnato ai donatori e la sensazione, da parte di chi dona, di ricevere un trattamento “ridotto” proprio nel momento in cui dovrebbe esserci attenzione e riconoscenza.

Il lettore spiega di essersi recato, come di consueto, a donare sangue e di aver ricevuto “il solito buono al bar colazione”. Fin qui nulla di strano. Il punto arriva subito dopo, quando il donatore entra nel bar dell’ospedale.

“Buono da 5 euro, ma mi dicono che posso scegliere solo tra panino mignon o brioche”

Secondo il racconto, al bar gli viene emesso un buono da 5 euro, ma con una condizione precisa: la scelta sarebbe limitata a due opzioni. “Mi viene detto di scegliere tra panino mignon o brioches con relativo caffè”, riferisce.

Ed è qui che nasce lo sconcerto: il lettore fa i conti e nota che i prezzi risultano inferiori al valore del buono. Nel dettaglio: “2.20 euro di panino e 1.30 euro di caffè”.

Una somma che non arriva nemmeno lontanamente ai 5 euro del buono.

Il punto critico: “perché il totale è inferiore al buono? che fine fa la differenza?”

La domanda che il lettore pone, in modo semplice ma diretto, è quella che molti si farebbero nella stessa situazione: se il buono è da 5 euro, perché viene “speso” solo in parte e con scelte obbligate? È previsto che non sia possibile utilizzare l’intero valore, magari aggiungendo un’acqua, un succo, un prodotto in più o una colazione più completa?

Nel messaggio, la sensazione è netta: il buono esiste, ma di fatto viene limitato a una formula preconfezionata, con un totale che resta decisamente più basso. E dunque la differenza resta un punto interrogativo.

“Panino piccolo e commento amaro: ‘dopo una donazione!’”

A rendere ancora più polemico il racconto è un dettaglio che pesa: “Tra l’altro il panino incommentabile per quanto sia piccolo”.

Non solo, quindi, la scelta limitata e il totale inferiore al valore nominale del buono, ma anche la percezione di ricevere un ristoro “ridotto” dopo un atto volontario e importante come la donazione di sangue.

Il lettore chiude con un’esclamazione che sintetizza tutto lo sdegno: “Dopo una donazione tra l’altro!!!!!”.

Una segnalazione che tocca un tema delicato

La vicenda, al di là del singolo episodio, apre una riflessione più ampia: la donazione di sangue è un gesto fondamentale per la comunità, e proprio per questo ogni passaggio “di contorno” dovrebbe essere gestito con cura e trasparenza, evitando fraintendimenti o situazioni percepite come svilenti.

In un periodo in cui si chiede spesso ai cittadini di essere generosi e responsabili, anche i piccoli dettagli contano. Perché la fiducia, a volte, passa da un panino.