Diesel oltre i 2 euro a Trieste, la protesta di un triestino: «Così ci costringono ad andare in Slovenia»
Il tema del caro carburante torna ad accendere il dibattito tra i cittadini di Trieste, soprattutto tra chi ogni giorno utilizza l’auto per recarsi al lavoro. A raccontare la propria esperienza è un triestino che, nella mattinata di oggi, si è trovato di fronte a un prezzo del diesel che ha definito sorprendente.
L’uomo spiega di essersi fermato al suo distributore abituale mentre si stava dirigendo al lavoro e di aver letto sul display della pompa un prezzo del diesel pari a 2,18 euro al litro. A quel punto, quasi con il serbatoio vuoto, ha deciso di cambiare programma e dirigersi oltre confine.
Il triestino racconta di aver raggiunto un distributore in Slovenia, dove ha poi effettuato il pieno pagando 1,52 euro al litro, come mostrato nella fotografia scattata alla pompa di carburante.
Secondo il cittadino, la differenza di prezzo tra le due realtà appare difficile da comprendere e alimenta interrogativi tra molti automobilisti che quotidianamente si confrontano con i costi del carburante.
Nella sua riflessione il triestino osserva anche che, nello stesso periodo in cui si parla delle tensioni legate allo stretto di Hormuz e al blocco navale, la Slovenia avrebbe deciso di intervenire sulle accise, mentre in Italia i prezzi avrebbero registrato un aumento significativo nel giro di pochi giorni.
Il cittadino evidenzia come l’incremento del costo del carburante non riguardi soltanto gli automobilisti ma finisca inevitabilmente per riflettersi anche sui prezzi delle merci, considerando che gran parte dei prodotti viene trasportata su gomma.
Il suo intervento si conclude con uno sfogo che riflette il malcontento di molti automobilisti della zona di confine, dove sempre più persone scelgono di attraversare la frontiera per fare rifornimento approfittando dei prezzi più bassi praticati nei distributori sloveni.