Corte dei conti Fvg. Il Procuratore Mingarelli "riforma disastrosa, la struttura funzionerà male"

Corte dei conti Fvg. Il Procuratore Mingarelli "riforma disastrosa, la struttura funzionerà male"

"La mia valutazione sulla riforma della Corte dei Conti è che è un disastro, che vuole riportare la Corte dei Conti a quello che era prima degli anni 90: un organismo mastodontico e poco utile. Non moderno e non coerente con i tempi". Non solo. "Secondo me si è inciso pesantemente sulla struttura e alla fine questa funzionerà male". Ne è convinto il neo procuratore regionale della Corte dei Conti del Friuli Venezia Giulia, Alberto Mingarelli. Una delle criticità della nuova legge, ha spiegato a margine dell'inaugurazione dell'anno giudiziario la cui cerimonia si è svolta questa mattina, è "la limitazione dei casi della colpa grave: quindi il 30% del danno e i due anni delle retribuzioni percepite, sulla base del problema della paura della firma che secondo me è del tutto inconsistente". Poi ci sono altri aspetti "legati alle limitazioni per le azioni anche del dolo, sull'occultamento doloso per la prescrizione.  Poi ci sono pesanti aspetti anche che riguardano le deleghe e in particolare la gerarchizzazione delle procure regionali sotto il procuratore generale, che sono contrarie al principio dell'indipendenza dei magistrati e oltretutto, a mio avviso, anche lesive delle autonomie degli enti locali, sia delle Regioni che dei Comuni che sono soggetti protetti dalla Costituzione. Pure sotto i profili del controllo ci sono aspetti molto negativi, con il ritorno pesante al controllo preventivo di legittimità, ai pareri a tempo limitato".

Per Mingarelli è mancato il dialogo con la magistratura: "Durante il periodo in cui è stata concepita e realizzata questa legge, da quello che ho percepito, non c'è stato molto dialogo con i nostri rappresentanti, sia dell'istituto sia con quelli associativi. Sono stati convocati, ci sono stati dei colloqui, però alla fine i testi sono rimasti tali e quali, non sono stati modificati di nulla. Quindi in sostanza il dialogo non c'è stato". Venendo ai risultati dell'attività della Procura contabile riferiti al 2025, dalla relazione di Mingarelli emerge che nell'ultimo anno si sono raggiunte le 843 denunce "in linea con gli anni precedenti". Si tratta soprattutto di "segnalazioni provenienti da enti pubblici - Stato, Regione, Arcs ed Enti locali - da consiglieri regionali e comunali, organi investigativi, magistratura e privati". Molte delle segnalazioni hanno riguardato episodi in cui le risorse pubbliche venivano erogate in assenza di presupposti legali o senza causa o per scopi diversi da quelli previsti oppure non riscorre o riscosse e indebitamente trattenute e non riversate. Notevole è stata l'attività istruttoria e la sanità continua a rappresentare "un'urgenza che richiede una rinnovata capacità strategica anche in funzione del conseguimento delle utilità che si attendono dalla realizzazione dei progetti connessi all'adozione del Pnrr".

Spicca un caso di malapratica sanitaria con danno indiretto all'Arcs di 91mila e 650 euro per il decesso di un paziente. Permane una situazione di sottodimensionamento organico anche per la magistratura contabile: delle dieci unità previste, sette sono i dipendenti. La scopertura è pari al 25 per cento per i magistrati ed è del 20 per cento per il personale amministrativo. Gli inviti a deddure sono stati 18 e hanno contestato danni per oltre 46milioni di euro, le citazioni in giudizio sono state 12 per un ammontare di 10 milioni e 797mila euro. Sul fronte dei danni da frodi al bilancio della Regione e delle Autonomie locali spicca il caso dei quantitativi di benzina agevolata superiori a quelli effettivamente distribuiti con conseguente danno a carico del bilancio regionale quantificato in 307.326 euro nell'invito a dedurre con conseguente risarcimento di 245.861 euro. Ed infine casi di simulazione di infermità e quello "singolare" di un graduato dell'Arma dei Carabinieri che svolgeva, in assenza di autorizzazione, attività extralavorativa come stewart a favore di società calcistiche.