Crisi del carburante e futuro aeroportuale, i sindacati: "No a ricadute sui lavoratori"

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Crisi del carburante e futuro aeroportuale, i sindacati: "No a ricadute sui lavoratori"
Le Segreterie Regionali di FILT CGIL, FIT CISL e UILTRASPORTI FVG intervengono in merito alle prospettive di sviluppo del settore aereo, alla luce delle preoccupazioni espresse dal Governatore Fedriga sulla crisi del jet fuel e della convocazione presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per la presentazione del nuovo Piano Nazionale degli Aeroporti (PNA 2035). Le recenti dichiarazioni istituzionali riguardanti le possibili criticità negli approvvigionamenti di carburante avio rappresentano, per il sindacato, un necessario monito sulla fragilità logistica globale. Questo segnale d’allarme deve spingere a una gestione preventiva che non si trasformi in emergenza. “Saremo vigili affinché eventuali rallentamenti operativi momentanei non diventino un pretesto per scaricare inefficienze sistemiche sul personale,” dichiarano le Segreterie. “I lavoratori di Trieste Airport non possono essere l’unico ammortizzatore di criticità esterne allo scalo.” In questo scenario, la presentazione del PNA 2035, fissata per martedì 12 maggio 2026 a Roma alla presenza del Ministro Matteo Salvini, viene accolta come una straordinaria opportunità strategica. Il Piano punta a potenziare la competitività del sistema Paese attraverso sostenibilità, digitalizzazione e innovazione, con un focus decisivo sull’integrazione delle reti di trasporto.
 
 “Il Trieste Airport si prefigura come un soggetto già pronto e naturalmente predisposto per gli obiettivi del PNA 2035,” proseguono FILT, FIT e UILTRASPORTI. “Grazie agli investimenti sull'intermodalità già realizzati (integrazione aereo-ferro-gomma), lo scalo di Ronchi dei Legionari è un modello di eccellenza nazionale. Il nuovo Piano deve valorizzare questa specificità per consolidare il ruolo del nostro aeroporto come motore di sviluppo per l’intero Friuli-Venezia Giulia e per l'area transfrontaliera.” Le organizzazioni sindacali ribadiscono che ogni percorso di innovazione e accessibilità previsto dal Ministero deve prevedere il coinvolgimento delle parti sociali. “L’intermodalità non è fatta solo di binari e asfalto, ma di servizi garantiti da professionisti. Chiediamo che il percorso del PNA 2035 sia coerente non solo con l'ambiente, ma anche con la tenuta sociale e occupazionale, garantendo che lo sviluppo del settore si traduca in stabilità e migliori condizioni di lavoro per tutta la filiera aeroportuale.”